Ci vediamo domani

Ci vediamo domani

 

Ci vediamo domani

Povero Marcello ! Marcello Santilli è quel che si dice un ingenuo popolano sfigato a cui ne succedono di tutti i colori: lasciato il lavoro in banca pensa di fare fortuna acquistando un ristorante,ma un sadico e spietato consigliere gli truffa tutti i suoi soldi . Sente allora parlare di un piccolo paese sperduto  nella Puglia dove vi è una popolazione di centenari e gli sorge la luminosa idea di aprirvi un’agenzia di pompe funebri: ma non solo non riesce nemmeno a mettere un’insegna , che gliela realizzano sbagliata, ma non riesce neppure a veder morire uno solo di quei vecchietti che hanno scoperto il segreto dell’eternità . Ed il segreto è semplice,svela uno degli abitanti, basta credere fermamente nel domani ed è per questo che tutti si salutano con il “Ci vediamo domani”.
Solo un colpo di insperata fortuna può cambiare le sorti del nostro sciagurato protagonista e questo avviene puntualmente , anche se un po’ organizzato, consentendo un ovvio lieto fine.

Dentro questo canovaccio si inseriscono scene e scenette che vanno dal drammatico rapporto con la moglie e la figlia da cui è separato ad un simpaticissimo relazionarsi di Marcello con i vecchietti del posto che si dimostrano ben guidati , ma anche personaggi abbastanza credibili. Simpaticissima la scenetta tra il nostro protagonista e l’asino a cui ha tolto la stalla per aprirvi la sua casa ed il negozio.

Purtroppo tutti questi episodi , di per sé degni di rilievo ed il più delle volte amaramente piacevoli, non sono legati da un filo narrativo convincente e spesso restano come elementi a sé stanti. Nulla però vieta di guardarli in sé stessi così da risultare simpatici ; ne sono esempio quelli relativi al rapporto con la figlia – brava la piccola Giulia Salerno ! – che riesce anch’essa a dare al padre una lezione di vita.

Tutto il film è velato da una certa tristezza, quella tristezza dello sventurato, sempliciotto ed  altruista di cui è impregnato il nostro personaggio: comunque, forse per un naturale processo di transfer forse per la bravura di Brignano lo spettatore accetta e comprende scusando le esistenti debolezze narrative.

Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo rilevare come il finale utilizzato è abbastanza fuori luogo ed il film avrebbe avuto un senso compiuto se si fosse fermato prima:  esso risulta appiccicato per gratificare il comune spettatore con un lieto fine che  riunisce la famiglia ma che non è giustificato da una maturazione narrativa.

Il film è realizzato con il contributo del ministero per i beni culturali, con quello della regione Puglia e di Sky cinema in quanto secondo lungometraggio di un giovane regista ,Andrea Zaccariello che rivela una certa sensibilità a rappresentare situazioni drammatiche in chiave comica non fosse altro per l’ottima interpretazione del   protagonista che si accolla quasi tutto il peso del film; buono anche il contributo di Burt Young che interpreta l’anziano che diviene amico di Marcello.

Il film, pur non potendosi considerare ‘di cassetta’ riteniamo che sia in grado di richiamare un buon pubblico perché, in fondo, qualcosa di interessante lo dice e lo dice anche in modo garbato.

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