Gloria

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Gloria

Gloria

GENERE: Drammatico REGIA: Sebastián Lelio SCENEGGIATURA: Sebastián Lelio, Gonzalo Maza ATTORI: Paulina García, Sergio Hernández, Diego Fontecilla, Fabiola Zamora, Coca Guazzini, Hugo Moraga FOTOGRAFIA: Benjamín Echazarreta MONTAGGIO: Sebastián Lelio, Soledad Salfate PRODUZIONE: Fabula, Nephilim Producciones DISTRIBUZIONE: Lucky Red PAESE: Spagna 2012 DURATA: 110 Min USCITA CINEMA: 

 

Gloria è una cinquantenne dagli ormoni ancora funzionanti , che non vuole rendersi conto che il tempo passa per tutti e che ciò che era normale un tempo assume adesso un aspetto inconsueto e forzato. Convinta ormai che dopo 12 anni di divorzio e con i figli già grandi, abbia il diritto di ‘riprendersi ‘ la propria vita e di godersela, sceglie di rientrare in quegli ambienti propri di coloro che non accettano il passare del tempo.

 

Sebastian Lelio, il regista, ci introduce il personaggio di Gloria mentre , in una discoteca tenta un abbordaggio. Ne nasce una relazione con un uomo anch’esso ‘datato’ e che desidera come lei di vivere una nuova esperienza fatta di sentimenti e di rapporti sessuali.  Rodolfo, questo è il nome del compagno trovato da Gloria , non ha il coraggio di staccarsi dai legami della sua famiglia e ne nasce un rapporto che rientra nei canoni standard di ‘tira e molla’ propri di questo tipo di relazioni.

Intorno a questi due personaggi – per l’esattezza soprattutto intorno a Gloria – orbitano alcuni personaggi che denunciano ciascuno a loro modo carenze affettive: Il figlio è stato lasciato anch’esso dalla moglie e la figlia, rincorre il suo uomo dall’altra parte del mondo, il marito è anch’esso un soggetto complessato, il tutto in completa opposizione al concetto tradizionale di famiglia.Con questi elementi, il regista costruisce un film dai contenuti interessanti,  affrontando in modo inconsueto il tema dell’esigenza di diversi ‘rapporti familiari e sociali’ quando ormai l’età non si accorda più con i costumi propri di altri tempi. Gli stessi rapporti sessuali fra i protagonisti ripresi con dei nudi impietosi trasmettono una tristezza che è l’opposto di ciò che è dovrebbe comunicare un rapporto sessuale. Ma probabilmente è proprio questo ciò che il regista si proponeva di presentare ed allora il lavoro è assolutamente riuscito.

Il film ha una vicenda molto semplice e si sviluppa,  un po’ come nei film di Bergman,  con persistenti primi piani e lunghi dialoghi: ne risulta un quadro psicologico ben caratterizzato anche se rappresentante una realtà assolutamente triste.La fine del film , se vogliamo leggere le immagini, ci presentano la conclusione del regista sull’argomento che non sembra aprire a qualsivoglia tipo di prospettiva positiva non presentando forma alcuna di evoluzione psicologica della protagonista a fronte delle esperienze fatte.