Fango e gloria

Fango e gloria

Fango e gloria

In occasione del centenario della
Prima guerra mondiale

FANGO E GLORIA   di Leonardo  Tiberi

 

Il progetto nasce circa un anno fa e viene affidato alle mani del regista Leonardo Tiberi, autore di diversi documentari storici e profondo conoscitore dell’immenso repertorio di immagini archiviato dall’Istituto Luce: “Abbiamo tentato un’operazione diversa dal solito. L’obiettivo era quello di costruire un prodotto coerente utilizzando i materiali di repertorio e nuove immagini girate ad hoc. La storia dei personaggi, una fiction a tutti gli effetti, doveva muoversi sulle immagini vere della guerra. Così abbiamo deciso di trattare i materiali a disposizione per rendere la guerra com’era, con i movimenti, i colori, le parole, i suoni che l’accompagnarono davvero”. Per ottenere il risultato si è creato un gruppo di lavoro che si è occupato delle procedure (dalla “colorizzazione” alla sonorizzazione) necessarie ad attualizzare le immagini a disposizione. Le pellicole conservate negli archivi Luce sono state scansionate in alta definizione, restaurate, ripulite da macchie e graffi. Poi sono state acquisite in digitale e riportate a velocità normale evitando il tipico effetto dei movimenti a scatti delle pellicole d’epoca. Infine, sono state “colorizzate” utilizzando una tecnica i cui risultati si avvicinano a quelli (il Kinemacolor) dei primi tentativi del “colore” che risalgono proprio agli inizi del secolo scorso. Per il rispetto filologico dei colori (divise, armi, vestiti civili) sono state utilizzate fonti (immagini, testi descrittivi ecc.) di prima mano. Il risultato è notevole: vedere gli alpini che scivolano sulle nevi con le divise bianche, sotto il cielo azzurro finisce, curiosamente, per essere più realistico delle vecchie immagini in bianco e nero. Ed è anche più drammatico, come drammatiche sono certamente le immagini dei duelli di artiglieria, dei soldati che escono dalle trincee per affrontare quegli scontri quasi corpo a corpo che spesso volevano dire morte certa. E sono anche molto forti le scene delle retrovie con i carri, le salmerie, le truppe che si muovono nel fango: un fango vero, colorato, che fa impressione. Sembra tutto finto, tanto è drammatico, ma è profondamente vero. “È la prima guerra mondiale a colori – commenta Tiberi – Esattamente come la vissero i nostri bisnonni”. Dall’altro lato, anche le immagini della parte filmica sono state trattate per avvicinarle a quelle di repertorio. Alla fine, la differenza, come è logico, si vede, ma c’è un’effettiva coerenza stilistica. Il film riproduce anche i suoni (veri o verosimili) del conflitto: il rombo dei cannoni, gli spari delle armi leggere, i rumori d’ambiente (carri che si muovono, motori, cavalli che nitriscono). Non solo, in qualche caso, sono stati riprodotti persino i dialoghi. Sono stati studiati (dove possibile) i labiali, riportati ai diversi dialetti parlati dai soldati del tempo e “doppiati” in studio.

*Fango e gloria ha anche una parte non documentaristica che si amalgama alla prima per renderla più coinvolgente: la storia che racconta è di Mario, il protagonista che morirà e diventerà, alla fine, il “Milite ignoto”, Valentina Corti è Agnese, la sua fidanzata, Francesco Martino è Emilio, l’amico con il quale parte per la guerra. Sono ragazzi delle riviera romagnola spaventati e attratti, nello stesso tempo, dal conflitto che sta per travolgere tutto. Essi partono per il fronte  con l’obiettivo di portare a casa la pelle ma con il senso di un dovere da compiere. Quello, forse, fu anche il primo momento in cui italiani di tante parti di un Paese appena nato con pochissima coscienza di sé, si trovarono insieme a confrontarsi, a vivere di stenti, a morire (spesso) e a trascorrere ore di pura angoscia. Sensazioni forti che, forse, per la prima volta diedero a molti il senso di una qualche coscienza di essere, in fondo, una nazione. Tutto questo è Fango e gloria, un film insolito, uscito in occasione del centenario della prima guerra mondiale (“l’inutile strage” come la definì Papa Benedetto XV), rievocazione storica tremendamente attuale.

REGIA: Leonardo  Tiberi. SCENEGGIATURA: Salvatore  De Mola, Leonardo  Tiberi. INTERPRETI: Eugenio  Franceschini, Valentina  Corti, Domenico  Fortunato, Francesco Martino, Alberto Lo Porto. FOTOGRAFIA: Stefano  Paradiso (Formato: Panoramico/Colore-Bianco-Nero).  MUSICA: Baptiste  Allard. PRODUZIONE: Baires Produzioni in collaborazione Con Istituto Luce-Cinecittà. DISTRIBUZIONE: Istituto Luce. GENERE: Storico. ORIGINE: Italia. ANNO: 2014.  DURATA:90’.