IL SOSPETTO

IL SOSPETTO

GENERE: Drammatico REGIA: Thomas Vinterberg SCENEGGIATURA: Tobias Lindholm ATTORI: Mads MikkelsenThomas Bo LarsenAnnika Wedderkopp  FOTOGRAFIA: Charlotte Bruus Christensen  MUSICHE: Nikolaj Egelund PRODUZIONE: Zentropa Entertainments in coproduzione con Film i Väst DISTRIBUZIONE: BIM PAESE: Danimarca 2012  DURATA: 115 Min

In un piccolo centro della Danimarca un giovane maestro , che ha alle spalle una brutta storia di divorzio e che vorrebbe ritornare a vivere con il figlio, trova lavoro presso un asilo dove la figlia del suo più caro amico si infatua di lui – Lucas – semplicemente a causa del modo gentile con cui viene trattata. Lucas , se ne accorge e spiega subito alla bambina che certe cose (un bacio sulla bocca dato durante un gioco) non si fanno con i grandi. La bambina si vendica raccontando una storia di molestie con particolari dedotti da immagini viste sui tablet dei fratelli più grandi.  Tutti le credono  ed il povero Lucas non solo viene allontanato dall’asilo ma è soggetto all’ostracismo di tutta la piccola comunità. La sua vita è distrutta , ma l’ovvio lieto fine non è lontano: il ricordo dell’amicizia fra Lucas ed il padre di Klara spinge quest’ultimo ad indagare e capire che tutto era stato frutto di fantasia della figlia.

 Il film sarebbe potuto finire qui , potremmo dire nell’ovvietà, ma Thomas Vintenberg, il regista, ci propone una sua osservazione attenta e profonda.

In un tempo quale l’attuale , con un dibattito aperto sulle problematiche della diffamazione questo film è veramente illuminante; se da un lato esso esamina tutti gli aspetti sociali delle reazioni delle masse  che di fronte ad un possibile fatto del genere non hanno altra risposta che credere ciecamente al bambino (‘i bambini non mentono’) , ma non senza un certo compiacimento per  aver scoperto  ‘il mostro’ .  Un ottimo Mads Mikkelsen interpreta benissimo il dramma di un innocente accusato di un atto fra i più riprovevoli. Unico spiraglio nella storia raccontata è l’amicizia fra due uomini che  permette di andare oltre ai preconcetti.  Ma se tutto questo non bastasse a rendere interessante questo film ecco che il genio del regista lancia il vero messaggio .

Un anno dopo il chiarimento,in paese vi è una festa per Marcus ,il figlio di Lucas, che raggiunta la maggiore età può prendere il fucile ed andare a caccia in una specie di rito di iniziazione: durante la battuta , qualcuno spara a Lucas , senza colpirlo; quindi una figura controluce, prima punta un fucile e poi scompare. E’ qui il vero ‘messaggio: per quanto un’infamia si possa sconfessare o ‘rettificare’ , resterà sempre un dubbio , un sospetto dentro l’animo di qualcuno che condannerà  per sempre chi ha già subito l’ingiustizia.

Permettetemi un aneddoto: una volta una vecchia andò dal confessore accusandosi di maldicenza nei confronti di una conoscente; il vecchio parroco , per penitenza, gli chiese di spennare una gallina ebuttare le penne al vento; quindi sarebbe dovuta tornare da lui. La vecchia così fece e quindi si ripresentò al sacerdote che amorevolmente gli chiese , per completare la penitenza, di andare a recuperare le penne che aveva disperso al vento.

Il film è chiaramente utilizzabile nelle sale anche se gli incassi non gli hanno decretato un particolare successo . I Circoli invece lo possono usare per affrontare tematiche legati ai temi della diffamazione, delle reazioni di massa , dei drammi di un innocente condannato non tanto dalla legge quanto dall’opinione pubblica.

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