La cuoca del presidente

La cuoca del presidente

La cuoca del presidenteGENERE: Commedia REGIA: Christian Vincent SCENEGGIATURA: Etienne Comar, Christian Vincent ATTORI: Catherine Frot, Hippolyte Girardot, Jean d’Ormesson, Arthur Dupont, Brice Fournier, Jean Marc Roulot,Arly Jover, Joe Sheridan, Philippe Uchan, Hervé Pierre FOTOGRAFIA: Laurent Dailland MONTAGGIO: Monica Coleman MUSICHE: Gabriel Yared PRODUZIONE: Armada Films Production, Armada Films, Vendôme Production DISTRIBUZIONE: Lucky Red  PAESE: Francia 2012 DURATA: 95 Min

Non si sa bene per quale recondito motivo si decide di portare in scena la storia della cuoca personale di François Mitterant : questo film racconta la storia di questo connubio durato due anni.

In un’isola di uno sperduto arcipelago si è ritirata Hortense Laborie che dopo aver servito il presidente francese decide , anche per motivi di salute, di dedicare la sua cucina ai poveri abitanti dell’isola. In flashback vediamo come la nostra protagonista che vive in una povera cascina con lo zio malato di mente, viene chiamata ad un incarico di altissimo valore. Essa si reca a Parigi ed inizia il suo lavoro preparando piatti su piatti ed ancora piatti per quasi tutto il film con il solo scopo di concedere al presidente dei piatti che gli facciano ricordare i tempi dell’infanzia.
Raccontata questa storia vediamo che Catherine (questo è il nome della protagonista nel film) si stanca anche di restare in quello sperduto isolotto e decide di partire per nuovi lidi, nel nostro caso, la Zuova Zelanda dove i tartufi nascono come funghi.

Sul tema della cucina abbiamo visto tanti film , dalla g’rande abbuffata’ al ‘pranzo di Babette’ ma tutti con un tema portante esplicito; nel nostro caso non si capisce quale è il motivo sta alla base del film per cui ci troviamo più di fronte ad una trasmissione della Parodi che ad un racconto cinematografico.  La storia è costruita approssimativamente così che la presenza di una troupe giornalistica nell’isola non è legata alla storia pur accompagnandola dall’inizio alla fine.  Le scelte ed narrative del contrappunto fra realtà e flashback non sono motivate da alcun ritmo tanto che potrebbero essere montate separatamente costituendo due momenti filmici separati. Gli stessi personaggi non sono assolutamente reali: dalla protagonista che sembra una contessa in cucina e che non vediamo come sia riuscita a maturare la sua scelta da campagnola a maestra di cucine allo stesso presidente che recita come un bambino delle elementari: nessuna naturalezza , nessuna partecipazione.

Il film non ha elementi tematici negativi , ma non possiamo proprio dire che ne ha di positivi.

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