LE AVVENTURE DI FIOCCO DI NEVE

LE AVVENTURE DI FIOCCO DI NEVE

LE AVVENTURE DI FIOCCO DI NEVE

di Andrés G. Schaer

(Floquet de Neu) REGIA: Andrés G. Schaer. SCENEGGIATURA: Albert Val, Amèlia Mora. FOTOGRAFIA: Sergi Bartrolí (Formato: Panoramico/Colore). MUSICA: Zacarías M. de la Riva. PRODUZIONE: Filmax, Muf Animation, Television Espanola. DISTRIBUZIONE: Notorious. GENERE: Film d’animazione. ORIGINE: Spagna. ANNO: 2012. DURATA: 90’. – (Junior Cinema: Baby) leavventuredifioccodineve

Fiocco di neve non è un orso polare, ma un animaletto che il gelo non lo ha mai conosciuto. Viene dalla giungla della Guinea ed è un gorilla albino catturato da un gruppo di cacciatori che hanno ucciso il suo branco e la madre. Spedito a Barcellona, dopo aver passato qualche mese nella casa di un primatologo e aver fatto amicizia con sua figlia Paula, viene portato allo Zoo. Qui deve fare i conti con una famiglia di gorilla che sembra non essere intenzionata ad accettarlo a causa del colore della sua pelliccia. Deciderà così, insieme ad un nuovo amico, il panda rosso Miguel, di intraprendere un viaggio per chiedere alla potente Strega del Nord di aiutarlo a diventare un gorilla nero. A complicare l’impresa ci penserà Luc de Sac, uomo braccato dalla sfortuna, che si vuole impossessare del cuore di Fiocco di neve per compiere un incantesimo anti-iella….Il regista argentino Andrés G. Schaer fa squadra con il produttore spagnolo Julio Fernàndez e Bren Entertainment, cinque volte premio Goya per il Miglior Film animato, e mette insieme animazione digitale e live action raccontando una storia di amicizia e solidarietà in nome della diversità come valore. Ispirato alla vera storia dell’unico gorilla bianco al mondo, trovato nel 1966 in Africa e diventato la mascotte dello Zoo di Barcellona, Le avventure di Fiocco di Neve ricalca la fiaba classica disneyana e ricorda il brutto anatroccolo di Andersen: il protagonista orfano deve affrontare il viaggio, reale e metaforico, insieme ad un compare, per conquistare la fiducia in se stesso e quella dei suoi simili. A differenza dei cartoon americani nessun momento musical, ma due divertenti hit nella colonna sonora cantate da Gisela, pop star spagnola e voce nota ai più piccoli per aver già doppiato alcuni personaggi Disney. Il film è la concreta testimonianza che anche nei paesi europei è possibile affrontare generi che necessitano di una certa dose di effetti digitali, un po’ come, recentemente, aveva fatto il francese Luc Besson tramite i vari film su Arthur. Certo, non che la CGI in questione sia di quelle maggiormente avanzate, ma, almeno, è apprezzabile il tentativo di abbracciare un filone atto a stimolare la fantasia degli spettatori più piccoli e la creatività di chi realizza il prodotto.

* Il film propone un messaggio di accettazione e tolleranza dimostrando, attraversa uno stile di racconto tipicamente favolistico, che in tutti può esservi bontà e capacità di far bene, indipendentemente da aspetti esteriori come il colore della pelle o altro. Il racconto si presenta valido per la visione familiare e per i più piccoli in genere.