Les Misèrables (recensione)

Les Misèrables (recensione)

Le Misèrables

GENERE: Drammatico, Musical REGIA: Tom Hooper  SCENEGGIATURA: William Nicholson ATTORI: Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Eddie Redmayne, Samantha Barks,Sacha Baron Cohen, Helena Bonham Carter, Aaron Tveit FOTOGRAFIA: Danny Cohen MONTAGGIO: Chris Dickens MUSICHE: Claude-Michel Schönberg PRODUZIONE: Working Title Films DISTRIBUZIONE: Universal Pictures PAESE: USA 2012 DURATA: 158 Min

La storia è sicuramente nota a moltissimi dal momento che si tratta del famosissimo romanzo di Victor Hugo , ‘ I miserabili ‘  .
Jean Valjean , condannato a 19 anni di lavori forzati per aver rubato un pezzo di pane per il figlio piccolo di sua sorella , sconta la sua pena maturando un grande odio per il suo aguzzino Javert. Questa è una persona dalle ferree convinzioni morali secondo cui chi non rispetta la legge offende Dio e lui ha il compito, quasi divino, di controllare questi ‘trasgressori’ che non saranno mai in grado di redimersi (“un ladro torna sempre a rubare”).

Ma un fatto imponderabile, un prete che accoglie con amore il miserabile Jean, cambia la vita di quest’ultimo. Il romanzo prosegue nel  tentativo di Jean Valjean di sfuggire al suo inseguitore, ma contemporaneamente si sviluppa in lui un  processo di redenzione/amore che  origina la maturazione e la redenzione del nostro protagonista. Arriva il momento in cui l’odio trasformato in amore si concretizza con la grazia della vita al suo persecutore. Questo gesto crea una profonda crisi in Javert che giungerà a dichiarare che il suo nemico lo ha ucciso con la misericordia.

In sostanza il film è notevolmente fedele al romanzo per cui , conoscendo la vicenda non ci si può aspettare particolari emozioni da trovate narrative.
Diciamo innanzitutto che il film è un musical cantato quasi tutto in inglese,ma per chi non conosce  la lingua, una traduzione nei sottotitoli supporta lo spettatore. Il fatto che ogni parte sia cantata comporta anche che lo scorrere delle traduzioni è piuttosto lento e non crea assolutamente alcuna difficoltà a seguirla.
Ciò che in questo film è veramente magistrale è la costruzione del mutamento psicologico del protagonista, ma non solo.. Tutti i pensieri , espressi cantando permettono di entrare esattamente nella psicologia dei personaggi ed insieme ad essi ci permettono di gioire e di soffrire fino a giungere alla scena madre della morte di Jean Valjean contornato da tutte quelle figure positive che aveva incontrato durante la vita e che eran0 state le artefici del suo cambiamento.

Ottima anche la rappresentazione della metanoia del poliziotto Javert che vediamo essere sempre meno ‘feroce’  e che, sotto i colpi della pietà di Jean Valjean, crolla nella sua etica: per coerenza  con se stesso , sceglie il suicidio.

Un film che potrebbe essere tranquillamente usato come testo di religione in quantopoche volte la rappresentazione scenografica di certi valori riesce ad essere così chiara. La ottima scenografia è molto teatrale , ma potrebbe essere diversamente ?  L’interpretazione di Hugh Jacman nella parte del protagonista è assolutamente ineccepibile come ottima è pure  quella di Russel Crowe nella parte del poliziotto.

Non per nulla il film ha avuto ben 5 nomination agli oscar 2013.

Andarlo a vedere , sapendo che trattasi di un musical , vi permetterà di gustare un prodotto fuori dall’ ordinario ed assolutamente edificante.