L’ILLUSIONISTA

L’ILLUSIONISTA

di Sylvain Chomet
 
(L’Illusioniste) REGIA: Sylvain Chomet. SCENEGGIATURA: Sylvain Chomet, adattamento da una sceneggiatura di Jacques Tati. FOTOGRAFIA: (Formato: Panoramico/Colore). MUSICA: Sylvain Chomet (Colonna sonora: Dolby-Stereo). PRODUZIONE: Bob Last, Sally Chomet per Django Films, Cineb, Pathé Pictures International. DISTRIBUZIONE: Sacher. GENERE: Film d’animazione. ORIGINE: Francia. ANNO: 2010. DURATA: 90’. -(Junior Cinema: Teens)
 
Sceneggiatura di Tati, matita di Chomet: tenera e struggente, la magia umana di un prestigiatore e una bambina. Nella Francia del 1959, un vecchio illusionista la cui fama è stata oscurata da quella dei cantanti rock, si esibisce in piccoli teatri, in feste private e nei bar dei paesi. E’ proprio durante uno dei suoi spettacoli in un fumoso pub di una cittadina della costa scozzese che l’illusionista incontra la piccola Alice, destinata a cambiargli la vita. La bambina lo elegge a suo eroe pers onale, si convince del fatto che i suoi trucchi siano reali e decide di seguirlo a Edimburgo. L’illusionista, lusingato dall’entusiasmo di Alice, la accoglie in casa sua e decide di non rivelarle la verità sui suoi trucchi e così comincia a coprirla di costosi regali perché abbia tutto ciò che desidera. Come tutte le altre bambine, però, Alice è destinata a crescere…

E’ ancora Tati, ed è ancora magia. Sua la sceneggiatura (ideata nel ’53, redatta e lasciata incompiuta 6 anni dopo), suo lo zampino immaginifico e umanista de L’illusionista, la nuova toccante animazione del regista di “Appuntamento a Belleville”, Sylvain Chomet. Protagonista, è un mago lungagnone e intristito – ricorda la fisionomia dello stesso Tati: regista, sceneggiatore e mimo francese – che nonostante la palese bravura, il coniglio bianco e mordace, i trucchi affascinanti non riempie più i music hall: la salvezza gli viene da una giovanissima ragazzina scozzese, che lo seguirà a Edimburgo, tra agenti truffaldini, doppi lavori e show nelle vetrine dei negozi. Eppure, saprà restituirgli il sorriso, anzi, la speranza, che il mago ricambierà con doni (scarpe e vestiti) e, infine, la libertà di entrare sola nell’età adulta.

*Realizzato con animazione tradizionale per umani e animali, digitale per città e sfondi, il film arriva nella carriera di Chomet dopo i 4 César e le due nomination agli Oscar di “Appuntamento a Belleville”, di cui ricorda tratti di matita e tratto spirituale: nella relazione tra il mago e la bambina, si filtra la paternità, la mercificazione dell’arte, l’apologo della modernità, la vita al di là dell’esistenza, il rimpianto per un mondo che non c’è più. Insomma, è un’animazione per grandi e piccini, stratificata e insieme lieve, quasi eterea, come le splendide musiche composte dallo stesso Chomet. L’illusionista ci riconsegna lo stupore del fanciullino e la saggezza che, col passare delle primavere, guarda l’abisso della disperazione. Soprattutto, conferma ed esalta l’approccio che l’animazione europea deve tenere per far fronte allo strapotere industriale dei cartoon stelle & strisce: piccolo è bello, piccolo è grande. Nell’illusione dell’arte.

CLASSIFICAZIONE FILM: Teens
Tipologia Utilizzo: GENERALE

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