Lincoln (recensione)

Lincoln (recensione)

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 GENERE: Biografico, Drammatico, Storico REGIA: Steven Spielberg SCENEGGIATURA: Paul Webb, John Logan, Tony Kushner ATTORI: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt, Tommy Lee Jones, James Spader, Hal Holbrook, John Hawkes, Jackie Earle Haley, Bruce McGill, Tim Blake Nelson, Joseph Cross, Jared Harris, Lee Pace, Peter McRobbie, Gulliver McGrath, Gloria Reuben, Jeremy Strong  FOTOGRAFIA: Janusz Kaminski MONTAGGIO: Michael Kahn MUSICHE: John Williams PRODUZIONE: Office Seekers Productions, Amblin Entertainment, DreamWorks SKG DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox  PAESE: USA 2012 DURATA: 150 Min

Lincoln, l’ultimo lavoro del grande Spielberg,narra degli ultimi tempi della vita del grande presidente americano che , impegnato a sconfiggere la schiavitù, si adopera per far passare alla camera dei deputati statunitensi il 13° emendamento che non è altro che il riconoscimento per tutti gli uomini di pari dignità di fronte alla legge. Il film termina con la morte del presidente per mano di un fanatico, ma quanto da lui fatto resterà in eterno a segnare la storia degli stati uniti d’America.

Siamo nel 1865 quando, sullo sfondo della guerra contro gli stati razzisti del sud, si stanno costruendo i nuovi Stati uniti d’America; ma più che di fronte ad un film ci sembra di vedere un perfetto documentario su quanto è successo in quella occasione; ed il documentario non è cosa di poco conto perché condotto con rigore storico,ma anche con completezza di visione. Quante volte abbiamo detto che vi sono molteplici elementi che determinano le scelte dei grandi personaggi storici ? Così questa volta non si parla solo di accordi politici o di “sistemi di convinzione” più o meno condivisibili, ma anche di aspetti di vita familiare quale la volontà del presidente di preservare il proprio figlio dai rischi della guerra.  Il film è quindi un ottimo lavoro per le scuole, ma , a livello spettacolare non emoziona, il racconto è lineare e volutamente scevro di fatti che possono stimolare emozioni forti: si pensi che non vengono mostrati ne il momento finale della lettura dello scrutinio né , tantomeno, l’uccisione del presidente.

Se fossimo Americani usciremmo dalla sala inorgogliti per questa ottima rappresentazione di un grande presidente,ma anche di un grande uomo politico che credeva fortemente nel valore della persona umana al di là di ogni distinzione, ma noi Italiani abbiamo già sentito queste professioni di fede da un personaggio assolutamente simile anche se non arrivato ai vertici politici di Abramo Lincoln : Giorgio La Pira.

In sostanza , possiamo definirlo  un film ‘tranquillo’ con una costruzione cinematografica ineccepibile ed un’interpretazione di Daniel DayLewis (il presidente) assolutamente accurata , se non talvolta, ricercata;un film che si vede senza particolari emozioni e che ci lascia anche un po’ di amaro in bocca , soprattutto a coloro che hanno costruito nella loro mente un’immagine di Spielberg come il regista di grandi scenografie e spettacolari azioni.