Mission: Impossible – Rogue Nation

Mission: Impossible – Rogue Nation

Mission Impossible - Rogue NationAgenti segreti di corsa intorno al mondo
nella quinta missione impossibile.

La divisione IMF guidata da Ethan Hunt è nel mirino della CIA che, invocando ripetute irregolarità e mancanza di rispetto dei livelli gerarchici, ne ottiene la chiusura. Ovviamente Hunt, che da Minsk si è spostato a Vienna, fa finta di nulla e continua a dare la caccia a un misterioso Sindacato guidato da un sinistro genio del male e formato da agenti morti (beh, creduti tali) di diverse nazionalità. L’obiettivo del Sindacato è mettere le mani su una quantità di milioni che permetterebbero la nascita di un potere alternativo. L’obiettivo di Hunt è impedirlo.

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulle strane somiglianze tra Ethan Hunt e James Bond, “Mission: Impossible – Rogue Nation” provvederà a chiarire le cose. In effetti l’unica differenza tra i due agenti, a parte la nazionalità, sta nel fatto che Bond è un lupo solitario mentre Hunt lavora in squadra. Il resto c’è tutto: un cattivo megalomane che mira a conquistare il mondo, inseguimenti con ogni mezzo di locomozione, location prestigiose (qui Vienna, Casablanca e Londra), una certa ironia di fondo che dovrebbe sdrammatizzare eventi non particolarmente credibili, licenza di uccidere ovunque, una scarsa fiducia nelle alte sfere del potere, trappole mortali, una donna della quale non si sa mai quanto potersi fidare, ritmo e azione. Nel quinto episodio della serie il timone della regia passa a Christopher McQuarrie, premio Oscar come sceneggiatore per “I soliti sospetti” e già regista de “Le vie della violenza” e “Jack Reacher”. McQuarrie ha l’abilità e la capacità di costruire il film come una partitura musicale (partendo non a caso da una rappresentazione della “Turandot” all’Opera di Vienna) e rivestendo il ruolo di direttore d’orchestra. Gli è di grande aiuto la fiducia di Tom Cruise, che del film è anche produttore. Ora, per quanto non possiamo dire di essere rimasti sorpresi da qualcosa che ha una storia troppo lunga per accettare un reale rinnovamento, bisogna ammettere che il film scorre, non consente distrazioni, dosa accuratamente serietà e ironia a beneficio comunque della seconda e riesce addirittura a non far riflettere su eventi che obiettivamente vanno oltre le capacità umane. In più, rispetto agli altri episodi, c’è una novità: anche se a più riprese sembra che qualcuno (non sempre la stessa persona) faccia il doppio gioco, alla fine non c’è alcun traditore e ognuno sta dall’una o dall’altra parte senza mai pensare di sconfinare.

Evidentemente “Mission: Impossible – Rogue Nation” vive delle numerose scene d’azione perfettamente realizzate e, come ormai ben sappiamo, girate personalmente da Tom Cruise senza l’uso di controfigure (più o meno quel che faceva Jean-Paul Belmondo). Di questo non ci interessa particolarmente. Ci importa invece rimarcare la capacità di McQuarrie di inserire l’azione all’interno di una storia consequenziale che permette di avere l’impressione che ci stiano raccontando qualcosa di plausibile. E ci importa soprattutto rilevare come, dopo una sequenza d’apertura che vede Hunt attaccato a un aereo in fase di decollo in attesa che Benji Dunn (Simon Pegg, l’anomalia comica) gli apra il portello a distanza e che potrebbe far pensare al solito film d’azione, tutta la parte dell’Opera di Vienna con tre killer pronti a far fuoco, Dunn intento a seguire le fasi dell’azione sul computer, Hunt nel mezzo a cercare di capire chi sia il più pericoloso e, di conseguenza, una serie di inquadrature incrociate che esaltano il montaggio e rimandano inevitabilmente al concerto all’Albert Hall de “L’uomo che sapeva troppo”, ci fa capire che stiamo parlando di un prodotto che pur partendo serializzato trova il modo di elevarsi al di sopra dei predecessori con un linguaggio cinematografico tutt’altro che banale. Poco importa che Tom Cruise sia più una presenza che un interprete. Alla fine è soltanto uno degli elementi di un film che non dà mai l’impressione di essere precotto e già digerito. Di certo McQuarrie potrebbe aspirare a traguardi più alti. Diamogli tempo.

MISSION: IMPOSSIBLE – ROGUE NATION (Id.) di Christopher McQuarrie. Con Tom Cruise, Jeremy Renner, Rebecca Ferguson, Simon Pegg, Alec Baldwin. USA 2015; Thriller; Colore