MONSTERS UNIVERSITY

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MONSTERS UNIVERSITY

di Dan  Scanlon

 (Monsters University) REGIA: Dan  Scanlon. SCENEGGIATURA: Dan  Scanlon, Daniel  Gerson, Robert L.  Baird  (Formato: Panoramico/Colore- 3D).  MUSICA: Randy  Newman. PRODUZIONE: John Lasseter per Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures. DISTRIBUZIONE: Walt Disney Pictures. GENERE: Film d’animazione. ORIGINE: USA. ANNO: 2013.  DURATA: 90’. –  (Junior Cinema: Baby)

Se dodici anni fa “Monsters & Co.” parodiava il mondo del lavoro in fabbrica, ora il suo prequel fonda la sua ironia sull’immaginario dei college americani più classici, sul nonnismo a scapito delle matricole, sulla voglia di rivalsa dei più sfortunati, sul cameratismo dei colleghi di corso, senza tralasciare ovviamente le confraternite, le gare fuori corso, gli scherzi, i professori. Con lo stile che ormai la contraddistingue forse proprio a partire dal fortunato primo episodio, la Disney Pixar sforna un altra piccola storia fantastica che solo l’animazione può creare, creando un mondo parallelo ma vicinissimo al nostro che pesca a piene mani dal nostro immaginario e ne trae sketches a non finire. Il film farà la gioia dei più piccoli ovviamente, ma si permette, secondo la scuola Disney degli ultimi anni, di strizzare l’occhio volentieri agli adulti, toccando temi profondi e sempreverdi: questo film in fondo è una semplice storia sull’amicizia che due giovani possono stringere ai tempi del college. È ovvio che qui da noi non si possono cogliere tutti i riferimenti al mondo dei college statunitensi se non proprio in base al cinema che ce ne ha narrato l’atmosfera e anche noi possiamo riderne. Per i maestri della Pixar, non è difficile ormai produrre un film come questo che fa davvero ridere di cuore senza alcuno sforzo apparente: alcune intuizioni sui i personaggi, sul loro aspetto e sul loro carattere sono davvero notevoli, ma rimarcare questo tratto del film è quasi scontato: la preside altezzosa che ha i caratteri di un drago insettoide, il professore dinosauro (con la voce di Alfred Molina nell’originale), nonché tutti gli studenti più svariati dell’università che prendono le forme più fantasiose e capricciose, stimolando la nostra capacità di interpretare le metafore a nostro piacimento. Si tratta di uno di quei film che si rivedono volentieri proprio per cogliere i particolari più divertenti e congegnati dagli sceneggiatori e dagli animatori. Il rischio di ripetersi e di sedersi sugli allori del primo film si sente e si avverte dietro ogni sequenza, ma gli autori hanno preso le dovute contromisure, giocando bene le loro carte e creando un giusto compromesso tra novità fresca e rimandi diretti con il capitolo precedente, cercando e creando aspettative che trainano il film verso una conclusione nota secondo binari ignoti: difatti il finale non è facile da immaginare ma collima perfettamente con l’incipit di “Monsters & Co.”

* Al centro del racconto l’amicizia tra due opposti che più opposti non si può, Mike e Sulley. «Volevamo che il film si concentrasse proprio sui rapporti tra i due – spiega il regista – e sul loro primo incontro. L’ambiente universitario ci pareva l’ideale. La parte più difficile è stato creare una storia che fosse bella da vedere e interessante da seguire, anche perché sappiamo già in partenza cosa succederà ai nostri due mostri, ce lo ha raccontato il film precedente». Dove sta il segreto della loro simpatia – Mike studente modello che si impegna e lavora sodo, Sulley il classico “figlio di papà mostro” che ha già la strada spianata – è presto detto: «Nella loro diversità e nella loro amicizia, che il film esplora nella sua nascita. Anche quando litigano, sanno che non possono fare l’uno a meno dell’altro, le loro discussioni non nascono dalla cattiveria ma dai diversi caratteri. Guardandoli si percepisce che sono amici inseparabili e lo saranno per sempre».

 

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