MOONRISE KINGDOM – UNA FUGA D’AMORE

MOONRISE KINGDOM – UNA FUGA D’AMORE

moonrisekingdom

di Wes Anderson 

(Moonrise Kingdom) REGIA: Wes Anderson. SCENEGGIATURA: Wes Anderson, Roman Coppola. INTERPRETI: Bruce Willis, Bill Murray, Edward Norton, Owen Wilson, Tilda Swinton, Jared Gilman. FOTOGRAFIA: Robert D. Yeoman Robert Yeoman (Formato: Panoramico/Colore). MUSICA: Alexandre Desplat. PRODUZIONE: Wes Anderson, Scott Rudin, Steven M. Rales, Jeremy Dawson per American Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Moonrise, Scott Rudin Productions. DISTRIBUZIONE: Lucky Red. GENERE: Drammatico. ORIGINE: USA. ANNO: 2012. DURATA: 94’. – (Junior Cinema: Teens-Young)

Innamorarsi a dodici anni. Moonrise Kingdom è la storia di due adolescenti che vivono una grande, struggente avventura estiva. Un amore puro come solo a quell’età si può ancora avere. Ambientato in un’isola al largo delle coste del New England nell’estate del 1965, Suzy (Kara Hayward) e Sam (Jared Gilman) sono due dodicenni che si innamorano, stringono un patto segreto e fuggono insieme nella foresta. Mentre le autorità li cercano, una violenta tempesta al largo dell’isola sta per scatenarsi e la pacifica comunità locale verrà messa completamente a soqquadro. Wes Anderson ci riporta con Moonrise Kingdom nel suo mondo stralunato e raffinatissimo, affidando questa volta la scena a due adolescenti, che si innamorano, si scrivono lunghe lettere che non hanno mai un finale, mettono a punto un piano, una fuga, se ne vanno e il mondo che li circonda, quello degli adulti, va in tilt. Amore, libertà e ribellione. Film di apertura del Festival di Cannes di quest’anno, Moonrise Kingdom, ha per protagonisti una giovanissima coppia di esordienti ovvero Jared Gilman e Kara Hayward che ci offrono un magnifico e nostalgico – tutti abbiamo la memoria di almeno una grande, indimenticabile, avventura estiva – ritratto di quella diversità che l’avere dodici anni porta con sé. Il tutto narrato con quel tratto leggero ed elegante che Anderson ha messo in ogni film, dove nulla è lasciato al caso, ad iniziare dall’abbigliamento, gli accessori, i colori, l’ambientazione e, in questo film in particolare, la musica. Non lasciate la sala prima dei titoli di coda dove l’indie/intellettuale regista fa entrare in scena un personaggio che non c’è: il compositore Benjamin Britten, le cui musiche hanno ispirato la storia e ne fanno da contrappunto. Una fuga d’amore e parallelamente una ‘fuga’ musicale. Nonostante la colonna sonora sia stata curata da Alexandre Desplat, la figura di Britten è fondamentale per comprendere la struttura del film in relazione ad una delle sue opere più note: “Young Person’s Guide to the Orchestra”, dove il musicista crea variazioni individuali per ognuno degli strumenti dell’orchestra, per riunirli per una fuga, prima di riprendere il tema e concludere l’opera. In Moonrise Kingdom, Bob Balaban è il narratore, e oltre i due ragazzini, ci sono habitué come Jason Schwartzman e Bill Murray (il padre di Suzy) e grandi new entry come Bruce Willis (poliziotto), Edward Norton (Capo Scout), Frances McDormand (madre di Suzy) e Tilda Swinton (Servizi Sociali). Un puzzle perfetto dove ognuno ha il suo ruolo visto che la famiglia di Suzy è apparentemente perfetta con padre, madre e fratelli, mentre Sam è orfano e quindi sotto la tutela dei servizi sociali. Come nei film precedenti, il regista, che ha scritto il film insieme a Roman Coppola, crea un mondo sospeso tra realtà e fantasia, quasi fiabesco, popolato da personaggi surreali e stralunati, portatori sani di una svagata follia che li rende capaci di azioni imprevedibili e bizzarre. A questo si aggiunge l’atmosfera pop e vintage degli anni Sessanta che rimanda a sapori e colori di un paese ancora innocente.

* I temi del film non possono non interessare un pubblico di adolescenti e giovani che possono trovarvi motivi di riflessione e discussione. Da utilizzare in situazioni mirate per parlare di rapporti figli-genitori e temi legati all’adolescenza.

 

 

Scrivi un Commento

Effettua il LOGIN per inviare un commento.