Noi siamo infinito (recensione)

Noi siamo infinito (recensione)

 


noi siamo infinitoGENERE: Drammatico, Sentimentale REGIA: Stephen Chbosky SCENEGGIATURA: Stephen Chbosky ATTORI: Logan Lerman, Emma Watson, Nina Dobrev, Ezra Miller, Paul Rudd, Dylan McDermott, Mae Whitman,Melanie Lynskey, Kate Walsh, Johnny Simmons, Zane Holtz, Nicholas Braun, Reece Thompson 
FOTOGRAFIA: Andrew Dunn  MONTAGGIO: Mary Jo Markey, Yana Gorskaya PRODUZIONE: Mr. Mudd, Summit Entertainment DISTRIBUZIONE: M2 Pictures PAESE: USA 2012DURATA: 102 Min

Charlie è un giovane intelligente che entra timidamente nel mondo delle scuole superiori con tutto il carico delle sue timidezze e paure. Patrick e sua sorella Sam lo accolgono nella loro compagnia e lo introducono in quel mondo giovanile studentesco che ,molto tipico della società americana, è comunque determinante per l’evoluzione di un giovane in una età particolarmente importante.
Così Charlie viene introdotto al suo primo ballo, al suo primo bacio, a tante sue prime esperienze che servono a formarne la personalità anche se , ad un tempo , scopre alcuni aspetti negativi quali la droga.

Vi è anche la scoperta del suo amico omosessuale, ma la cosa non è presentata in modo scioccante o determinante per la storia e Patrick rimane un amico al di là delle sue tendenze. Anche Sam, la sorellastra di Patrick ed ex Hermione Granger della serie Harry Potter che superando una serie di gravi esperienze negative scopre con il giovane amico una dimensione pulita dell’amore.
Tutti i nostri personaggi sono giovani che venendo da esperienze spesso negative scoprono in sé stessi una pulita capacità reazione che li porta ad una speranza in un futuro “infinito”.

Il film, tratto dal libro dello stesso regista“Ragazzo da parete”,  pubblicato più di dieci anni fa, non è il primo ad affrontare il disagio giovanile in questo delicato momento di passaggio. Il regista Stephen Chbosky si dimostra,comunque, particolarmente attento alle piccole sfumature psicologiche qualificandosi come osservatore  scrupoloso delle problematiche giovanili.  

Il mondo che viene rappresentato è, comunque, uno dei mondi possibili in cui un giovane può trovarsi immerso, ma non è certo il mondo per antonomasia, così le sue esperienze non assurgono certo a simbolo delle esperienze dell’età evolutiva, pur presentando una storia che si sviluppa su binari assolutamente accettabili e talvolta delicati.

Unica pecca, la mancanza di momenti carichi di quella tensione che rendono le vicende “avvincenti” per cui talvolta la storia è così tranquilla da avvicinandosi un po’ troppo all’annoiare lo spettatore.

Il film è comunque visibile ed in grado di offrire lo spunto per interessanti riflessioni collegate al mondo giovanile relativamente a quel particolare periodo della crescita pregno di esperienza legate all’ingresso nel mondo delle scuole superiori e pre-univeritario.