Upside Down

Upside Down

Upside Down

GENERE: Drammatico, Fantascienza, Sentimentale REGIA: Juan Solanas SCENEGGIATURA: Santiago Amigorena  ATTORI: Kirsten Dunst, Jim Sturgess, Larry Day, Timothy Spall, Heidi Hawkins, Don Jordan, Holly O’Brien, John Maclaren, Elliott Larson, Vincent Messina, Vlasta Vrana, James Kidnie, Nicholas Rose, Kate Trotter, Paul Don FOTOGRAFIA: Pierre Gill MONTAGGIO: Dominique Fortin, Paul Jutras PRODUZIONE: Onyx Films, Studio 37, Transfilm DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures PAESE: Canada, Francia 2013  DURATA: 107 Min

Ipotizziamo che esistano due mondi gemelli , uno per i signori ed uno per i poveri: ogni persona è costretta a permanere nel proprio habitat dalla propia forza di gravità che impedisce di passare dall’altra parte. Per la precisione, nessuno del “mondo di sopra” ha interesse a mescolarsi con quelli di sotto che esistono solo per procurare l’elemento base del benessere dei primi, il petrolio.

Il questo contesto manicheo non proprio originale succede qualcosa  non proprio di particolare : in un punto in cui i due mondi sono particolarmente vicini , due giovani Adam del mondo di sotto, ed Eden di quello di sopra si conoscono e si innamorano. Una serie di vicissitudini porta i giovani a separarsi ed una caduta le fa perdere la memoria alla ragazza; dopo dieci anni dal fatto Adam scopre che Eden lavora alla TransWorld che è una società che opera in un palazzo che funge da cordone ombelicale tra i due mondi e dove quelli di sopra riuniscono “le menti” di quelli di sotto per sfruttarle. Sui tentativi fatti dal giovane per riconquistare Eden si sviluppa tutto il film con situazioni abbastanza singolari rese necessarie dal particolare ambiente in cui si svolge la storia.

Non c’è che dire che l’idea di Juan Solanas di realizzare visivamente e contemporaneamente due mondi paralleli opposti è senza alcun dubbio originale ed ha imposto al regista scelte scenografiche assolutamente singolari ed impegnative; è questo il punto di forza del film perché, il principio di un mondo diviso fra ricchi e poveri in una società dove i primi sfruttano gli altri e proteggono il loro status è assolutamente comune. 
Così pure la storia d’amore è abbastanza ‘tipica’, anzi, le modalità con cui Adam ed Eden entrano in contatto (arrampicandosi/discendendo usando una corda) ricorda un po’ la storia di Giulietta e Romeo, oltre a  questo nel film non vi è molto. Le stesse motivazioni che origineranno il finale, che ovviamente tutti immaginano, non sono costruite adeguatamente ed il racconto è carente.
Se vogliamo trovare  un ‘messaggio’ nel film possiamo dire che l’amore sarà l’unico elemento che può contribuire a superare ogni tipo di barriera fra mondi opposti: un po’ utopistico ma senz’ altro positivo. Se non si pretende molto, il film permette di godere di una storiella pulita e , talvolta anche piacevole godendo di una scenografia che susciterà indubbiamente l’ interesse dello spettatore.

 

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