Viva la Libertà (recensione)

Viva la Libertà (recensione)


Viva la libertàGENERE: Drammatico REGIA: Roberto Andò SCENEGGIATURA: Roberto Andò, Angelo Pasquini ATTORI: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi, Michela Cescon, Anna Bonaiuto, Judith Davis,Eric Trung Nguyen, Andrea Renzi, Gianrico Tedeschi, Massimo De Francovich, Renato Scarpa, Lucia Mascino, Giulia Andò 
FOTOGRAFIA: Maurizio Calvesi MONTAGGIO: Clelio Benevento MUSICHE: Marco Betta PRODUZIONE: BiBi Film, Rai Cinema DISTRIBUZIONE: 01  Distribution PAESE: Italia 2013 DURATA: 94 Min

Siamo in pieno clima elettorale ed il capo dell’opposizione, Enrico Olivieri, conscio della gravità del momento  che vede il suo partito al 17 per cento e non più in grado di reagire ad una situazione di degrado ideologico  e  decide di eclissarsi  recandosi a Parigi presso una sua ex fiamma che adesso è sposata con una figlia. I compagni di partito sono sconvolti per l’assenza ed il segretario dell’onorevole , Andrea, decide di cercare notizie presso il fratello gemello ricoverato in una casa di cura psichiatrica. L’onorevole non si trova e l’idea vincente è quella di sostituirlo con il gemello Giovanni Ernani , geniale filosofo ed ex professore. A questo punto la storia prosegue su due binari : l’uno del vecchio politico che riscopre i piaceri della normalità della vita e l’altro del pazzo che riesce a risvegliare l’entusiasmo degli attivisti e delle masse sfiduciate semplicemente richiamando argomenti e valori che dovrebbero essere alla base della politica.

In un momento quale l’attuale, dopo lo sconvolgimento politico creato dall’ingresso di Grillo nel quadro politico italiano con le sue richieste di ritorno ai valori base della politica, questo film di Roberto Andò  si distingue nel sottolineare come coloro che ci sembrano ‘i folli’ sono talvolta le voci che le masse ascoltano più volentieri. Così Giovanni riesce a far comprendere come la semplicità dei rapporti, dei progetti, dei valori è la molla che riesce a sconvolgere anche le coscienze più tradizionali (delizioso il ballo con la cancelliera tedesca). Così mentre da un lato si scopre e si sottolinea ciò che la politica ha dimenticato, dall’altra si compie un percorso inverso dove il politico scopre,o riscopre, quelli che sono i valori fondamentali della vita, i semplici rapporti umani con una bambina, il valore di un lavoro non ‘a scrivania’ ma in mezzo ad operai che sudano il loro salario.

Interessante anche la chiusura del film che non sostenendo alcuna tesi (non ce ne sarebbero i presupposti) chiude ponendo lo spettatore in una stimolante posizione amletica.

Toni Sorvillo è assolutamente perfetto nell’interpretare i due gemelli nulla togliendo alla qualificata presenza del segretario Valerio Mastrandea ed alla moglie Michela Cescon. Il lavoro di Andò è assolutamente inappuntabile ; d’altronde il suo curriculum è assolutamente di rispetto : assistente di Rosi, Fellici , Coppola e Tornatore. Non riesce a produrre film di grande ‘cassetta’ , ma è apprezzato sia a Venezia nel 1994 con ‘Fragments of a Poetic Biography’ e ‘diario senza date’ nel ’95 che in altre manifestazioni quale il festival del cinema indipendente di Arezzo. Si cimenta poi in alcuni lavori non particolarmente noti e quindi approda a qusto “Viva la Libertà” che sicuramente lo apre al grande pubblico.