Vogliamo vivere – To be or not to be

Vogliamo vivere – To be or not to be

Vogliamo vivereGENERE: Commedia REGIA: Ernst Lubitsch  SCENEGGIATURA: Edwin Justus Mayer ATTORI: Carole Lombard, Jack Benny, Robert Stack  FOTOGRAFIA: Rudolph Maté  MONTAGGIO: Dorothy Spencer MUSICHE: Werner R. Heymann PRODUZIONE: Alexander Korda DISTRIBUZIONE: Teodora Film  PAESE: USA 1942  DURATA: 99 Min USCITA CINEMA: 

E’ uscita il 30 maggio scorso la copia restaurata di una delle più grandi commedie che il cinema abbia prodotto: con la traduzione italiana del  titolo, incredibilmente sbagliata, è stato ripresentato al pubblico il film di Ernst Lubitsch “VOGLIAMO VIVERE” il cui titolo originale è  la famosa frase dell’Amleto “To be or not to be” di Shakespeare e che riprende una delle chiavi comiche più riuscite del film.

Il lavoro viene subito dopo “il grande dittatore” di Chaplin , l’uno del 40 e l’altro del 41, in piena II guerra mondiale quando era necessario screditare il nazismo ridicolizzando sia Hitler che tutto l’apparato militare tedesco. La satira è evidente in tutto il film che tratta di una compagnia teatrale che mette in scena una commedia dal titolo chiaramente allusivo “gestapo” e che vede gli interpreti giocare ruoli di personaggi nazisti. Lo scoppio della guerra li obbliga a cambiare soggetto considerato offensivo per il fuhrer ; legato a questo un altro tema pervade tutto il film: quello dello spirito patriottico che anima tutti i popoli oppressi e che li spinge a veri atti di sacrificio ed eroismo.

In questo ambito si inserisce anche l’elemento assolutamente  tradizionale della gelosia in quanto un giovane si innamora, ricambiato, della prima donna della compagnia , una splendida Carole Lombard al suo ultimo lavoro – morirà in un incidente aereo poco dopo – .  

E’ così che la nostra troupe si trova ad interpretare nella vita reale i personaggi che portava sulle scene originando uno splendido parallelo tra finzione e realtà , tra sentimenti recitati e quelli vissuti come a significare che tutto il mondo è un meraviglioso palcoscenico in cui ognuno recita la propria parte. I personaggi sono più veri nella realtà recitata che nella finzione così certi monologhi assurgono al valore di appelli contro la guerra e contro il razzismo.

Tutti i personaggi portati sulla scena sono assolutamente perfetti anche se su di essi spicca la figura della protagonista Maria Toma (Carol Lombard) ; tutti egualmente sono protagonisti di gags che , complete in sé stesse sono rappresentazioni che non temono il giudizio del tempo (il colloquio del professore con il comandante tedesco ed il soldato Schultz  restano qualcosa di indimenticabile).

Quando si dice che “ferisce più la penna che la spada” possiamo benissimo pensare alla satira presente in questa splendida commedia e non possiamo non riconoscere che una grande opera ed una grande messa inscena quale questa del regista Lubitsch non possono tramontare.

Candidato all’oscar nel ’43 per la migliore colonna sonora è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della biblioteca del congresso degli Stati Uniti e nel 2000 è stato inserito al 49° posto fra le migliori commedie americane di tutti i tempi.

Una nota contingente : il film, uscito in proiezione infrasettimanale con una copia ottimamente restaurata, ha riempito la sala con un pubblico di oltre cento spettatori che , incredibile ma vero, alla fine del film è scoppiato in un applauso assolutamente inconsueto per una proiezione in contesto normale.

Altra nota da segnalare è che questo film non è distribuito dalle normali agenzie di distributori cinematografici ma è offerto da “distributori indipendenti”: questo a sottolineare come il pubblico si dimostra più attento e culturalmente preparato di certi personaggi che individuano nel cinema la sola e pura fonte lucrativa: siamo convinti  che in questo caso si siano sbagliati !

Le sale,possono tranquillamente proiettare questo film , che se ben presentato , può arrecare grande piacere al pubblico e stesso dicasi per i circoli che uscendo dai lavori sempre seriosi possono proporre  temi importanti quali la guerra ed il razzismo con un lavoro assolutamente spassoso ed intelligente.

Una attenzione: il film è parlato in inglese e sottotitolato in italiano, la qualcosa potrebbe arrecare qualche disturbo al pubblico generico , ma si può garantire che il disagio lo si avverte molto relativamente soprattutto con la capacità delle immagini di parlare in se stesse e lo si dimentica con la crescente comicità del film.