The Wolf of Wall Street

The Wolf of Wall Street

The Wolf of wall street
Dove finisce la vita e comincia il guadagno:

Scorsese, Di Caprio e il troppo pieno

In “The Wolf of Wall Street” ci sono evidentemente pregi tecnici e profondità di contenuto. C’è un Leonardo Di Caprio al suo massimo, credibile anche nel suo punto debole che di solito sono le escalation emotive. Ci sono comprimari (Jonah Hill, Rob Reiner, Kyle Chandler) tutti al posto giusto. Ma resta un piccolo particolare che non ce lo fa annoverare tra i massimi risultati dell’autore: l’idea di una narrazione sopra le righe per inquadrare un’esistenza sopra le righe, infatti, non tiene conto dei limiti che un autore dovrebbe porsi per evitare di passare (non consapevolmente, ma non fa differenza) dal racconto morale a una sorta di allucinato compiacimento in viaggio tra i generi cinematografici, da “La tempesta perfetta” (lo yacht sballottato dalle onde e l’esplosione dell’aereo di soccorso) a “Johnny English” (gli effetti un po’ troppo “buffi” di una droga pesante).

In “Casinò” Martin Scorsese vinse una difficile scommessa: raccontare Las Vegas seguendo il ritmo delle macchinette contasoldi, il che rappresentava un’impresa tecnica non indifferente. In “The Wolf of Wall Street” ritenta il colpo e intende raccontare la vita, ovvero la resistibile ascesa del broker Jordan Belfort a New York, seguendo il ritmo e gli eccessi di quella vita stessa. Qui, però, si assume un rischio che con tutta la maestria, la padronanza del mezzo, il cinismo e gli intenti morali che nessuno gli disconosce non riesce ad evitare: il troppo pieno. Il film parla ovviamente di Borsa, azioni, denaro vero e virtuale, manovre spericolate, totale disinteresse per il cliente in quanto essere umano, donne perennemente a disposizione, cocaina a fiumi, esibizioni di ricchezza e di potenza, sesso come passatempo tra una trattativa e l’altra, una vaga idea di famiglia, un’idea molto precisa di successo. Per parlare di tutto questo, bisogna mostrarlo. Nel fare ciò, Scorsese sembra fortemente condizionato dall’alta opinione di sé, ma anche e soprattutto dalle dimensioni del film. Ne esce indubbiamente un’immagine allucinante e angosciosa di un ambiente e di un mondo che non conoscono umanità, ma ne esce anche un accumulo di situazioni ripetute (il sesso usa e getta, l’assunzione di sostanze stupefacenti, l’alcool come apparente unico nutrimento) che non contribuisce a rendere più chiara la situazione, ma soltanto ad appesantire la narrazione passando rapidamente dall’angoscia a un senso di soffocamento. Senza contare che la tonalità di racconto adottata da Scorsese, quella di una commedia nera sulla generalizzata mancanza di freni, lo conduce talvolta a rappresentare episodi non perfettamente controllati correndo il rischio, per assurdo, di idealizzare il protagonista nelle sue perverse iniziative o di compatirlo in certe derive esistenziali. Alla fine Scorsese non può che concludere che l’attività frenetica di Jordan Belfort abbia in sé qualcosa di genetico e che di sicuro, nonostante il successo, la caduta e il carcere, quelli come lui non cambiano mai.

Gli inizi di Belfort, nel 1987, non sono dei più promettenti: il giorno stesso del suo debutto a Wall Street nella Rotschild, infatti, ci fu il crollo della Borsa che causò automaticamente il suo licenziamento. Stimolato dalla moglie, però, Jordan trova lavoro in una finanziaria che ha sede in un garage e qui comincia a scalare il mercato dei piccoli risparmiatori truffandoli con azioni-ombra che fanno guadagnare soltanto il venditore. Il passo successivo è la creazione di un’azienda propria, la Stratton Oakmont, che si espande rapidamente e porta a profitti elevatissimi. Poi l’interesse dell’Fbi, la necessità di far uscire dal paese capitali consistenti dirottandoli verso la Svizzera, l’annuncio del ritiro poi rientrato e infine la condanna a tre anni dopo il tradimento dell’unico, inaffidabile amico. I suoi seminari sulle strategie di vendita, però, continuano con successo.

GENERE: Drammatico ANNO: 2013 REGIA: Martin Scorsese  SCENEGGIATURA: Terence Winter  ATTORI: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie,Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Bernthal, Jon Favreau, Jean Dujardin, Joanna Lumley,Christine Ebersole, FOTOGRAFIA: Rodrigo Prieto MONTAGGIO: Thelma Schoonmaker MUSICHE: Howard Shore PRODUZIONE: Appian Way, EMJAG Productions, Red Granite Pictures, Sikelia Productions DISTRIBUZIONE: 01 Distribution PAESE: USA DURATA: 179 Min DATA USCITA: 23 gennaio 2014 
 
Francesco Mininni

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