
Francesco
di Liliana Cavani- 1988

Dati tecnici – Credit e cast
Titolo originale Francesco
Regia Liliana Cavani , Lingua originale italiano, inglese,Paese di produzione Italia, Germania Ovest, Anno 1989, Durata 158 min, Genere biografico, drammatico, storico, religioso,
Soggetto Liliana Cavani, Sceneggiatura Liliana Cavani e Roberta Mazzoni, Produttore Giulio Scanni, Casa di produzione Karol Film, RAI, Istituto Luce, Royal Film, Fotografia, Giuseppe Lanci (ed Ennio Guarnieri)[1], Montaggio Gabriella Cristiani, Effetti speciali Giancarlo Mancini, Adriano Pischiutta, Musiche Vangelis, Scenografia Danilo Donati, Costumi Danilo Donati, Trucco Renato Francola,
Liliana Cavani
Regista nata a Carpi nel 1933, si forma tra Modena, Bologna e il Centro Sperimentale di Roma, dove realizza La battaglia, premiato con il Ciak d’oro («miglior saggio di fine corso»). Per la Rai dirige documentari sociali e politici, poi esordisce nel 1966 con Francesco d’Assisi. Seguono film centrati su conflitti etici, storici e psicologici: Galileo, I cannibali, Il portiere di notte, Al di là del bene e del male. Negli anni ’80 firma La pelle e Oltre la porta. Alterna cinema e televisione, realizzando De Gasperi (2004) ed Einstein (2008). Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui la laurea honoris causa LUMSA per «l’umanizzazione dell’arte cinematografica».
Cast artistico
Interpreti e personaggi
Mickey Rourke: Francesco,Helena, Bonham Carter: Chiara, Andréa Ferréol: Pica Bernardone, Nikolaus Dutsch: cardinal Colonna, Peter Berling: vescovo Guido, Hanns Zischler: papa Innocenzo III, Paolo Bonacelli: Pietro Bernardone, Fabio Bussotti: Leone, Riccardo de Torrebruna: Pietro Cattani,Alekander Dubin: Angelo Tancredi,Andrea De Luca: Giacomo,Edward Farrelly: Egidio, Paolo Proietti: Pacifico, Paco Reconti: Rufino,Diego Ribon: Bernardo di Quintavalle, Maurizio Schmidt: Masseo, Stanko Molnar: Elia Bombarone, Mario Adorf: cardinale Ugolino, Roberto Biselli: servitore.
Contenuto
Qualche tempo dopo la morte di Francesco di Assisi, Chiara e cinque tra i primissimi seguaci del Santo s’incontrano per ricordare episodi e momenti della vita dell’uomo che cambiò le loro vite.
Leone redige sul suo quaderno spunti e ricordi toccanti, aiutato dagli altri: da una giovinezza dissoluta alla prigionia in tempo di guerra, dalla scelta di rinunciare ai beni di famiglia per andare con poveri e lebbrosi alla vita miserabile ed eroica condotta da Francesco coi primi confratelli. Seguono poi l’incontro con Chiara e I’approvazione di Papa Innocenzo III – confermata dal successore Onorio III, affinché i fraticelli avessero una Regola – ed infine I’ultima parte della vita del Santo, forse la più dura e tormentata, quando percepirà che anche nella comunità da lui creata possono serpeggiare la corruzione e le divisioni interne. E’ il momento in cui Francesco si rifugia con fra’ Leone sulle montagne, per meditare e pregare Dio, dal quale riceverà le stigmate, il segno supremo della santità.
(da Francesco (1989) – Liliana Cavani)
Nota metodologica
Il film Francesco (1989), diretto da Liliana Cavani, propone una rappresentazione originale e non convenzionale della figura di Francesco d’Assisi. A differenza delle tradizionali narrazioni agiografiche, che tendono a idealizzare il santo, la regista sceglie di mostrarlo nella sua dimensione più umana, fragile e tormentata.
Il protagonista, interpretato da Mickey Rourke, viene presentato come un giovane in crisi, alla ricerca di un senso profondo della vita. Dopo un passato segnato dalla guerra e da esperienze mondane, Francesco decide di rinunciare a tutte le ricchezze e agli agi per abbracciare una vita di povertà assoluta. Questa scelta radicale lo porta però a entrare in conflitto non solo con la società del tempo, ma anche con la stessa Chiesa, che fatica ad accettare un ideale così estremo.
Uno degli aspetti più interessanti del film è proprio l’attenzione alla dimensione interiore del protagonista. Cavani non si limita a raccontare i fatti della vita di Francesco, ma cerca di esplorarne i dubbi, le paure e le contraddizioni. In questo modo, il santo non appare come una figura perfetta e irraggiungibile, ma come un uomo reale, che lotta per restare fedele ai propri ideali.
Dal punto di vista critico, il film ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni recensori hanno apprezzato il coraggio della regista nel proporre una visione così innovativa e realistica, capace di rendere attuale il messaggio francescano. Altri, invece, hanno criticato il ritmo lento e la narrazione frammentata, giudicandola poco coinvolgente. Anche l’interpretazione di Mickey Rourke è stata oggetto di discussione: da una parte considerata intensa e moderna, dall’altra ritenuta poco adatta al contesto storico.
In conclusione, Francesco è un film complesso e impegnativo, che invita lo spettatore a riflettere su temi universali come la povertà, la fede e il rapporto tra individuo e istituzione. Pur non essendo di facile fruizione, rappresenta un’opera significativa proprio per la sua capacità di mettere in discussione le immagini tradizionali e di offrire una lettura più profonda e problematica della figura di San Francesco.
( di L. Cavani)
Segnalazioni Cinematografiche – Periodico settimanale
FRANCESCO
Reg.: Liliana Cavani , Interpreti: Mickey Rourke (Francesco). Helena Bonham Carter (Chiara), Andrea Ferreol (Pico BemardoDe). Paolo Bonacclli (Pietro Bemardone), Mario Adorf (Ugolino Di Segni), Riccardo Di Torrebruna (Pietro Catlani), Alkander Dubin (Angelo Tancredi), Fabio Bussotti, Paolo Proietti, Stanko Molanr, Hans Zischler, Edward Farrelly.
Cen.: Drammatico – Orig.: Italia (1988) – Sogg.: Liliana Cavani – Sccncgg.: Liliana Cavani, Roberta Mazzoni – Fotog.: (Panoramica/a colorì) Giuseppe Lanci, Ennio Guamieri – Mus.: Vangelis – Mont.: Gabriella Cristiani – Dur.: 158′ – Co- prod.: Karol Film, Rai Udo, Istituto Luce, Roma-Royal Film, Munchen – Distr.: Istituto Luce – IJ4.C. (1959).
Corre l’anno 1202. Dopo la sfortunata partecipazione alla guerra tra Assisi e Perugia, Francesco cade prigioniero. 11 suo proposito (e del padre, ricco mercante) di diventare cavaliere è vanificato da una malattia. La lettura di un Vangelo, trovato per caso, lo fa precipitare in una crisi mistica che non avrà ripensamenti. Sconvolto, accanto al crocifisso di S. Damiano, attuerà il suo sogno cavalleresco in direzione opposta: invece di cavaliere ricco, armato e temuto, teso al successo mondano diverrà cavaliere povero e disarmato, spesso insultato. In nome di Cristo difenderà e aiuterà i poveri e gli emarginati. A poco a poco molti lo seguiranno e si uniranno a lui nell’audace e sconvolgente scelta. 23 anni dopo (“Francesco d’Assisi” 1966), la Cavani torna sul personaggio “Francesco”. Ne ripercorre la vita, più che mai convinta che questa figura abbia ancora molto da dire all’uomo del duemila. Esclusi intenti agiografici, eliminati gli episodi consueti, la regista osserva il passaggio dalla vita gaudente alla ‘nudità’ totale: sequenze di effetto ma sobrie (cfr. il rotolarsi nella neve). Si parla del mistero e il racconto lo affronta in modo rispettoso e intelligente. Non manca qualche lungaggine (sono 150 minuti), ma nel complesso il film ci consegna un ‘pazzo di Dio’ attendibile, generoso e tormentato, annunciatore del Vangelo e portatore di pace. A questo ‘pazzo’ Mickey Rourke dà un volto sempre umanamente credibile, inciso nella memoria e proiettato verso la santità e il futuro.
RACCOMANDABILE/COMPLESSO ***

Hanno scritto:
CINEFORUM 1989-283-106 CIAK 1988-111-46 // IV-14
COMUNICAZIONE DI MASSA 1989-84-55 FILM 1989-IV-149
FILMCRITICA 1989-395-323 LETTURE 1989-VI/VII-551
RIVISTA DEL CINEMATOGRAFO 1989-V-12
