
Cineforum 2018 LVIII n.575 pag. 77 – 79
Pope Francis: A Man of His Word di Wim Wenders
di Andrea CHIMENTO
Papa Francesco raccontato da Wim Wenders:
I quattro anni dopo II sale della terra, dedicato al fotografo brasiliano Sebastiào Salgado, il regista tedesco torna al genere documentario per trattare una delle personalità di spicco del nostro tempo. Non una ricostruzione della vita diJorge Mario Bergoglio ma, come evidenzia lo stesso Wim Wenders, un viaggio personale insieme a lui, volto a far riflettere sulle parole che il capo della Chiesa Cattolica sembra rivolgere direttamente agli spettatori della pellicola. Alternando immagini di repertorio a interviste realizzate appositamente per il film, la narrazione tratta varie tematiche, sulle quali il Papa viene interrogato e provocato: politica, religione, etica, integrazione. Materiale interessante, che però risulta poco obiettivo, quasi che lo scopo del film sia quello di dare lustro al protagonista in maniera abbastanza convenzionale. Gli accostamenti di immagini retoriche, unite a una colonna sonora troppo enfatica, ne fanno un prodotto poco originale e poco rilevante dal punto di vista cinematografico, che lascia un po’ di amaro in bocca pensando a quanto le sole parole di Papa Francesco potessero dare vita a un ritratto più vivace e significativo.
Inserito fuori concorso al Festival di Cannes, Pope Francis: A Man of His World ha dalla sua un incipit curioso – una serie di nuvole si spostano per mostrare dall’alto il panorama di Assisi, mentre una voce narrante parla dello scorrere del tempo e della vita di San Francesco – e un bell’accostamento tra le immagini di Bergoglio predicatore a Buenos Aires e quelle della sua nomina a Papa nel marzo 2013; ma è troppo poco per farne un film all’altezza delle aspettative. Rimane, però, interessante lo spunto dell’incontro tra un uomo al vertice della Chiesa cattolica e un uomo di cinema che, negli ultimi anni, ha dimostrato maggiore sensibilità e dimestichezza nel campo del documentario che in quello della finzione.