Interpreti Aurora Quattrocchi, Camille Dugay, Marco Fiore, Martina Ziami. Genere: Drammatico. Origine: Italia. Distribuzione: Fandango.
di Margherita Spampinato
La palermitana Margherita Spampinato esordisce al lungometraggio con Gioia mia, splendido e accorato racconto della relazione affettiva tra una anziana zia e il nipotino che deve passare con lei un’estate nella sua casa in Sicilia. Un’opera solo all’apparenza “semplice”, illuminata dalle interpretazioni dell’ottuagenaria Aurora Quattrocchi e del dodicenne Marco Fiore. Dopo le acclamazioni e i premi a Locarno, il film ha ricevuto anche due importanti David di Donatello alla regista e alla protagonista. Gioia mia mette in scena la collisione fra due universi e generazioni, in un esordio garbato e non banale, in cui Margherita Spampinato passa dietro alla macchina da presa dopo molti anni sui set come segretaria d’edizione e casting. Una storia che parte da un presupposto semplice per scavare con discrezione nel passato dell’anziana zia, facendo luce su quanto ha frenato per decenni la sua piena realizzazione, lasciandola ingrugnita e solitaria, ma anche nei sogni di futuro di un bambino sul punto di diventare ragazzo, alle prese con una di quelle estati fondanti. . Il moderno e l’antico, la frenesia e la lentezza iniziano a studiarsi, allentando la tensione con tutta la calma concessa dalla situazione e dalle giornate segnate dal caldo estivo. I due imparano a guardarsi e ascoltarsi, ricavando la percezione di una distanza non poi così enorme come sembrava evidente a un primo sguardo. Il film disegna con grazia e poesia una sottile linea di congiunzione fra epoche, all’insegna dell’umanità e della predisposizione, per molto tempo soffocata, all’ascolto e alla comprensione.


