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LA VOCE DI HIND RAJAB

Genere: Drammatico. Origine: Francia. Distribuzione: I Wonder
Pictures. Interpreti: Saja Kilani, Motaz Malhees, Clara Khoury,
Amer Hlehel.

di Kaouther Ben Hania

“Al centro di questo film c’è qualcosa di molto semplice e molto difficile da affrontare. Non posso accettare un mondo in cui un bambino chiede aiuto e nessuno arriva. Quel dolore, quel fallimento, appartengono a tutti noi. Questa storia non riguarda solo Gaza. Parla di un dolore universale”. Così la regista tunisina Kaouther ben Hania traccia bene il perimetro narrativo del suo film. L’opera prende le mosse da un drammatico accadimento nel Nord di Gaza nel gennaio 2024. La storia si svolge il 29 gennaio 2024, nella sede della Mezzaluna Rossa, a decine di chilometri dai territori conflittuali di Gaza, dove giunge una chiamata di soccorso. Una macchina di civili palestinesi è stata colpita; sono forse tutti morti tranne una bambina di sei anni, Hind Rajab. Gli operatori, sentendo la sua voce flebile e disperata, si attivano subito per richiedere un’ambulanza in zona. Ce ne sarebbe una a soli 8 minuti, ma servono i permessi di accesso per essere sicuri di non venir attaccati. Passano molte ore in attesa del via libera, con i volontari coinvolti in prima persona in un crescendo drammatico& Il film arriva come un’onda d’urto emotiva per lo spettatore, assalito dall’orrore, dal trovarsi 3 impotente 3 in prima linea nell’occhio del conflitto, nei panni sia di chi cerca di offrire aiuto tra i molti ostacoli sia di chi lo supplica, con disarmante disperazione. Un film che brucia, fa male, perché percorso dalla voce di un innocente, Hind Rajab, che chiede solo di essere soccorsa, di poter ritornare a casa, a una vita normale, protetta, quella che spetta a ciascun bambino. Ancora una volta il Cinema è un grande mezzo per riflettere, per non dimenticare, per esprimere sconcerto e partecipazione umana. Mescolando la finzione a un approccio documentaristico, come aveva già fatto nel suo film precedente, “Four Daughters”, la regista rimette in scena quelle drammatiche ore affidando il ruolo dei soccorritori a un gruppo di attori che hanno ascoltato per la prima volta la voce della bambina durante le riprese, arricchendo il testo del copione con le proprie personali reazioni emotive e con un’indignazione genuina, spontanea, travolgente, come se quello strazio avvenisse in quel momento per la prima volta.

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