
“ROMERIA” la nostalgia di ciò che non ricordiamo, di un passato mai vissuto
Carla Simón racconta l’età delle illusioni e la ricerca delle proprie radici, in un viaggio che parla a chiunque abbia cercato negli altri una prova della propria esistenza
di Lorenzo Pierazzi
Con Romería, la regista spagnola Carla Simón firma il capitolo conclusivo di una trilogia iniziata con Estate 1993 e proseguita con Alcarràs. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2025, il film rappresenta l’opera più intima dell’autrice catalana, un viaggio tra ricordi, silenzi e assenze che affonda le radici nella sua stessa storia familiare. La vicenda è ambientata nel 2004 e si sviluppa attraverso numerosi flash-back che riportano alla metà degli anni Ottanta. La protagonista è Marina, una ragazza di diciotto anni rimasta orfana in tenera età. Per ottenere alcuni documenti necessari a una borsa di studio è costretta a recarsi a Vigo dove vive la famiglia paterna che non ha mai realmente conosciuto. Quello che all’inizio appare come un semplice adempimento burocratico si trasforma ben presto in una complicata ricerca delle proprie origini (tra l’altro, nel certificato di morte del padre non risulta che avesse una figlia).
Attraverso i racconti dei parenti, le fotografie e soprattutto il diario lasciatole dalla madre, Marina prova a ricostruire la storia dei suoi genitori, segnata da atroci sofferenze poiché entrambi morti a causa dell’AIDS agli inizi degli anni Novanta. In Romería il tema della memoria è al centro dell’intero racconto: nessuno dei familiari possiede una verità completa, ogni ricordo è frammentario, ogni testimonianza è influenzata dal tempo e dalle emozioni. La regista costruisce così un film che riflette sulla difficoltà di conoscere davvero il passato e sulla necessità di colmare i vuoti attraverso l’immaginazione. Accanto alla dimensione privata emerge anche una riflessione storica e sociale. Romería affronta, infatti, il tema dell’AIDS nella Spagna degli anni Ottanta, riportando alla luce un periodo segnato da paure e pregiudizi. La malattia non è raccontata tanto nei suoi aspetti clinici quanto nelle sue conseguenze umane: le famiglie spezzate, le verità taciute. Dal punto di vista stilistico, la regista resta fedele alla cifra che l’ha resa una delle voci più interessanti del cinema europeo contemporaneo.
La macchina da presa inquadra i personaggi con discrezione, privilegiando gesti quotidiani, sguardi e momenti di apparente normalità. I dialoghi sono naturali, spesso essenziali, mentre i silenzi assumono un ruolo narrativo fondamentale. Anche in questo film Carla Simón dimostra una straordinaria capacità di lavorare con gli attori, ottenendo performance autentiche e mai artificiose come quella della protagonista Llúcia Garcia (che interpreta sia la madre che la figlia). Particolarmente significativa è la fotografia di Hélène Louvart, che valorizza i paesaggi della costa galiziana con il mare, i porti e le case familiari che diventano luoghi della memoria, spazi in cui il passato sembra continuare a vivere sotto forma di tracce e presenze invisibili.
Le atmosfere sospese e la luce delicata, infine, contribuiscono a creare un racconto che oscilla continuamente tra realismo e dimensione evocativa. Romería è attraversata dalla domanda che si pone Marina e che ha segnato la vita della stessa regista: come si costruisce la propria identità quando una parte fondamentale della propria storia è andata perduta? Non potendo ottenerla dai propri genitori, Marina cerca la risposta negli sguardi, nei gesti e nei racconti di chi ha conosciuto quella fragilissima coppia che l’aveva messa al mondo. E quando capirà che anche gli adulti che la circondano sono esseri umani insicuri e irrisolti, si sentirà più forte e pronta per affrontare le incertezze del futuro.
ROMERÍA – IL MARE DEI RICORDI di Carla Simón. Con Llúcia Garcia, Mitch, Tristán Ulloa, Miryam Gallego, Sara Casasnovas, Alberto Gracia, Marina Troncoso, José Ángel Egido
Produzione: Elastica Films, Ventall Cinema, Dos Soles Media, Romería Vigo AIE; Distribuzione: I Wonder Pictures; Spagna, Germania, 2025
Drammatico; Colore
Durata: 1h 52min

