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Shayda - Film (2023) - MYmovies.it

” SHAYDA” una storia universale di persecuzioni e violenze

Shayda è una coraggiosa donna iraniana che difende con tutte le sue forze la sua libertà e quella della propria figlia, minacciate da un regime brutale e da un marito aggressivo

Potrai indossare occhiali da sole e tagliarti i capelli, ma non riuscirai a sfuggire al giudizio morale della comunità iraniana. A quel punto, dovrai scegliere: fuggire o conformarti al sistema. Alla metà degli anni Novanta, nella periferia di Melbourne, una casa-famiglia ospita Shayda (da sheda, “grande amore”) una donna iraniana che studia inglese, ama la danza e la musica, e la figlia Mona, una bambina dolcissima che desidera soltanto una vita libera come quella delle sue coetanee. Questo, però, non è possibile, perché il padre Hossein, anche lui in Australia per una borsa di studio, ha picchiato e stuprato la madre e, da quando lei ha chiesto il divorzio e l’affidamento della bambina, la sta perseguitando e ricattando. E mentre la frase “Io non ho paura” diventerà il loro ritornello scaccia fantasmi, madre e figlia vivono nel terrore di incontrarlo. La situazione si complica quando i giudici concedono a Hossein di incontrare sua figlia: la tensione sale alle stelle e Mona deve affrontare le conseguenze della battaglia legale dei genitori, in un crescendo di angoscia e disperazione che potrà avere fine solo con il rimpatrio in Iran insieme al padre oppure con la definitiva stabilizzazione in Australia con la madre.

Shayda è l’opera prima di Noora Niasari, un film fortemente autobiografico, come ricorda la regista: “È dedicato a mia madre, che ha trovato la libertà per sé e per sua figlia in Australia”. Si tratta di una pellicola che affronta il tema della violenza fisica e psicologica dei regimi (all’epoca, in Iran la guida suprema della rivoluzione islamica era l’ayatollah Ali Khamenei e, nonostante siano passati tanti anni, poco è cambiato) e della loro capacità di sottomettere le donne con ogni mezzo, come si evince dalle telefonate della madre di Shayda alla figlia, che dall’Iran cerca di convincerla a tornare in patria. Il film di Noora Niasari è anche una denuncia della meschinità e dell’aggressività maschile (il sottotitolo In fuga dall’Iran è, oltre che inutile, fuorviante rispetto ai tanti temi affrontati), ma soprattutto è un inno alla forza delle donne che sanno reagire e ribellarsi a ogni forma di violenza, pubblica e privata. È anche un omaggio alla loro irrefrenabile voglia di vivere una vita normale, di ascoltare musica e ballare in piena libertà. Come desidera Shayda, impegnata a celebrare il Nowruz (il Capodanno persiano che coincide con il primo giorno di primavera) o a divertirsi in una discoteca anni Novanta, con luci psichedeliche e sfere specchiate che pendono dal soffitto.

Prodotto e sostenuto da Cate Blanchett, ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR, e vincitore del premio Audience Award al Sundance Film Festival 2023, Shayda si avvale dell’interpretazione perfetta di Zar Amir Ebrahimi (già apprezzata in Holy Spider) e della sorprendente Selina Zahednia, che veste i panni di Mona. Le due attrici sono capaci di creare una perfetta complicità, a partire dal potente gioco di sguardi in primissimo piano, che la regista alterna a riprese della loro vita quotidiana, affidate a una macchina da presa piazzata ovunque, anche dietro a un seggiolino dell’autobus o nel giardino prospicente la casa. La scelta stilistica della regista è accentuata dall’aver girato l’intero film nel formato 4:3, che restituisce un effetto di realtà simile a quello provocato, negli anni passati, dai super8 casalinghi, in cui la mano tremolante dell’operatore riprendeva la vita quotidiana della propria famiglia. Shayda racconta una storia del passato, ma a distanza di trent’anni poco è cambiato. L’impegno a battersi per i diritti delle donne è sempre attuale.

SHAYDA di Noora Niasari. Con Zar Amir Ebrahimi, Osamah Sami, Leah Purcell, Jillian Nguyen, Mojean Aria, Selina Zahednia, Rina Mousavi

Produzione: Origma 45, The 51 Fund, HanWay Films, Dirty Films, Parandeh Picture; Distribuzione: Wanted Cinema; Australia, 2023

Drammatico; Colore (formato 4:3)

Durata: 1h 57min

Fonte: ToscanaOggi.it del 22/07/2025

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