L’anima attesta – don Tonino Bello

L’anima attesta – don Tonino Bello

Locandina_Lanima_attesa

 

Grazie al lavoro fatto dall’ufficio per la pastorale giovanile della curia di Firenze diretto da don Alessandro Lombardi e da Stefano Liccioli, sarà possibile assistere a Firenze alla proiezione del film realizzato da Edoardo Winspeare su Don Tonino Bello.  

Martedì 8 aprile presso
lIstituto salesiano di via del Ghirlandaio 40 a Firenze
alle ore 21
con ingresso gratuito

Sarà inoltre possibile non solo vedere il film ma anche incontrare il coautore ed attore Carlo Bruni. Don Andrea Bigalli, divenuto riferimento per tutta la diocesi sulle tematiche cinematografiche, guiderà il dibattito che seguirà alla visione.
Dal momento che la vicenda di don Tonino è stata il soggetto di un lavoro teatrale diffuso tramite la rassegna dei “Teatri del Sacro” gestita dalla FEDERGAT ed interpretata dallo stesso attore Carlo Bruni, ci auguriamo di poter vedere presto anche questa versione.

 Qui puoi scaricare la locandina:  Proiezione L’anima Attesa

 

Di seguito quanto scritto dallo stesso regista 

Basta un solo uomo

Edoardo Winspeare

Ho conosciuto Don Tonino tanti anni fa, quando era parroco di Tricase. Anche se adolescente ricordo il  segno forte che lasciava sulla comunità con le sue parole e azioni sebbene non fosse ancora diventato – come dopo da Vescovo di Molfetta e soprattutto Presidente di Pax Christi – quella personalità carismatica di respiro universale. Mi ricordo anche come all’epoca Don Tonino fosse così legato alla sua parrocchia e alla sua terra che con dispiacere accettò la nomina vescovile. Alla fine cedette, oppure forse obbedì. Conosco questi avvenimenti  perché il nostro sacerdote era nel frattempo così amato dai tricasini da diventare oggetto di appassionate discussioni per qualunque cosa lo riguardasse.  In fondo la mia era una conoscenza superficiale; avrò ascoltato Don Tonino in decine di messe e incontri, parlato con lui si e no due volte. Da quando è morto invece sono accaduti degli avvenimenti che  mi hanno guidato alla scoperta della sua figura e quello che mi si è rivelato è un uomo come dovrei essere io, come potremmo essere tutti, credenti e non credenti. La sua vita straordinaria mi ha fatto capire  la bellezza della santità quotidiana, addirittura, per chi  ancora non ha la fede, la scoperta di una santità laica.  La sua poesia mi ha confermato che un artista autentico non può non essere assetato di storie, di volti, incuriosito dagli antipodi, affascinato da pensieri originali. Non so se sono un artista, di sicuro  Don Tonino ha contribuito molto a non saziarmi mai di ciò che vive nel mondo. Ma il regalo per cui gli sono immensamente grato è l’evidente prova con la sua esistenza che un uomo solo innamorato dei suoi fratelli umani può fare la differenza, eccome se la può fare. Non c’è cinismo che tenga quando qualcuno come Don Tonino fa la comparsa su questa terra. Pensiamo solo alla nostra bellissima regione Puglia: se è la meno mafiosa delle regioni del sud (forse anche del nord?) e la più ospitale del Mediterraneo verso i profughi dalla guerra e dalla miseria, io credo sia in gran parte dovuto alla testimonianza del nostro salentino. E’ il motivo per cui ho deciso di raccontare,  nel film L’anima attesala storia di un uomo senza fede, non solo in Dio ma in tutto. In due giorni il nostro protagonista per la prima volta nella sua vita incontrerà alcune delle persone che affollano le cronache bianche, coloro che non fanno notizia perché coltivano delle speranze per l’umanità, si curano degli altri come di se stessi, contemplano con stupore lo spettacolo della natura e per questo la rispettano come qualsiasi essere vivente del pianeta. Questi uomini e donne comuni appariranno come delle apparizioni agli occhi del personaggio e forse alla fine del viaggio la salvezza non sarà una conversione sulla via di Damasco ma l’epifania di un altro sguardo sul mondo. Negli ultimi vent’anni della mia vita ho incontrato molte di “queste persone  che vengono ignorate” come diceva Borges “ ma sono quelle che stanno salvando il mondo”; ho lavorato con loro,  imparato da tutti senza che loro volessero insegnarmi niente, sentito un calore discreto, un affetto non invadente nel mio egocentrico percorso artistico; sono politici onesti come Guglielmo Minervini, operatori culturali non conformisti come Gigi De Luca, intellettuali cristiani mai supini come Antonio Facchini, giuristi attenti al fattore umano come Antonio Scarascia, ambientalisti rigorosi come Giovanni Bongo, amici  registi di talento come Giorgia Cecere e Carlo Bruni – quest’ultimo dichiaratamente ateo -, commercialisti di successo come Francesco Lenoci, bravi preti come Don Donato Bleve, insegnanti appassionati come Gemma D’Ambrosio e Carlo Montedoro, idealisti buoni senza frontiere come Gianni Dalena e tanti altri, conservatori, progressisti, giovani, vecchi, credenti e agnostici che hanno una sola cosa in comune: aver conosciuto Don Tonino Bello, con tutto quello che ne consegue.

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