UN ALTRO MONDO

UN ALTRO MONDO

di Silvio Muccino
 
(Un altro mondo) REGIA: Silvio Muccino. SCENEGGIATURA: Silvio Muccino, Carla Vangelista, tratto dal romanzo omonimo di Carla Evangelista. INTERPRETI: Silvio Muccino, Isabella Ragonese, Michael Rainey jr.. FOTOGRAFIA: Marcello Montarsi (Formato:Cinemascope /Colore). MUSICA: Stefano Arnaldi (Colonna sonora: Dolby-Stereo). PRODUZIONE: Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz. DISTRIBUZIONE: Medusa. GENERE: Drammatico. ORIGINE: Italia. ANNO: 2010. DURATA: 110′. – (Junior Cinema: Young)
 
Andrea è un giovane della Roma bene, cresciuto solo con sua madre, che sembra aver ottenuto tutto dalla vita, ma che, in realtà, conduce un’esistenza ai limiti dell’insignificanza e del torpore morale insieme alla compagna Livia, afflitta da anoressia e bulimia. Nel giorno del suo ventisettesimo compleanno Andrea riceve una lettera dal Kenya: è di suo padre, sparito vent’anni prima, che sta morendo. C’è ancora il tempo per accomiatarsi da lui e Andrea decide di partire per dargli l’estremo saluto. Giunto sul posto, combattuto fra pietà e risentimento, Andrea riceverà una sorpresa: gli viene infatti presentato suo fratello Charlie, un bambino di nove anni che il padre ha avuto da una donna keniota e che, alla morte dell’uomo, è rimasto orfano. Sulle prime, Andrea ha un moto di rifiuto e negazione e cerca in tutti i modi di trovare una sistemazione per Charlie sul luogo. Poi, però,dopo aver viaggiato attraverso il paese e aver faticosamente costruito un rapporto di fiducia e affetto, Andrea deciderà di portare Charlie con sé a Roma. La nuova presenza costringerà Andrea e Livia a fare i conti con le loro esistenze e con le proprie responsabilità di adulti…

Continua il sodalizio di Silvio Mucchio con Carla Vangelista. I meriti del film si possono riconoscere soprattutto nei suoi modi di regia, prima concitati e quasi convulsi, per enunciare la vita solo mondana del protagonista, poi via via sempre più raccolti e distesi, favorendovi in mezzo il procedere delle emozioni, bene rivissute dallo stesso Muccino, con mimiche colorite. Sia dal punto di vista formale che dei contenuti, il film non ha nulla da spartire con certe commedie italiane ridanciane e vuote e propone temi importanti che, se sviluppati talora in modo prevedibile, confermano la serietà dell’assunto che vuole raccontare la crisi esistenziale di una generazione superficiale che sembra aver smarrito la strada.

* Dice Silvio Muccino: ” Il film é la storia di un viaggio in cui non cambiano solo i paesaggi all’interno dei quali si muovono gli attori, ma in cui si modificano anche gli occhi con cui i protagonisti vedono il mondo. Proprio per questo ho sentito l’esigenza di raccontare questo film come un leggero e graduale avvicinamento al cuore dei personaggi partendo dal loro aspetto più superficiale”. Il percorso da uno stato di vacuità iniziale a quello di un lento cambiamento di atteggiamento e di pensiero affiora nella dimensione della ricchezza che non porta felicità o in quella dell’instabilità affettiva che segna indelebilmente la società italiana di oggi. La sostanza centrale del copione (il coraggio di assumersi responsabilità e di crescere come persona) è valida e attuale, capace di suscitare riflessioni e dibattiti, specie tra il pubblico dei giovani che maggiormente vivono questa situazione di precarietà e insicurezza.

CLASSIFICAZIONE FILM: Young
Tipologia Utilizzo: MIRATO

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