In Programmazione della settimana

Cinema Nuova Aurora

RITORNO A BUENOS AIRES

di  Marco Bechis

Interpreti: Adriano Giannini – Mariano Guerra, Paula Cohen, Ana Celentano, Vero Gerez, Olivia Nuss, Adrian Fondari, Marcelo Chaparro. Origine: Italia. Distribuzione: Fandango.

Buenos Aires, 2008. Dopo 33 anni trascorsi in Italia, Mariano Guerra torna in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono, torturarono e resero schiavo durante la dittatura militare. Insieme ad altri sopravvissuti è ospitato negli alloggi del Ministero della Giustizia, dove ritrova persone che hanno condiviso la prigionia e attende il giorno della sua deposizione. Le giornate trascorse con gli altri testimoni, gli incontri e le testimonianze riportano alla luce vicende rimaste in sospeso per decenni. Mariano è uno dei pochi sopravvissuti a quella tragedia e porta con sé un peso che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires lo costringe a confrontarsi con ciò che significa essere rimasto vivo.  Sopravvivere non significa essere salvi, e testimoniare resta forse l’unico argine perché la Storia non finisca sepolta nel silenzio. Restano personaggi impossibili da dimenticare e un cinema che, quasi cinquant’anni dopo quella ferita, non ha ancora smesso di fare il proprio dovere. Non un film sulla dittatura, ma sull’ostinata, faticosa dignità di continuare a vivere. È, infatti, un film solido e tradizionale, Ritorno a Buenos Aires, dritto e privo di retorica, tanto incastonato nella memoria di Mariano quanto centrato nel suo raccontare il processo. Particolarmente efficace nella seconda parte, trova un’immagine allegorica nello specchio infranto in cui si riflette il protagonista, si scopre fluido senza scorciatoie nei suoi dolenti andirivieni tra passato e presente (la visita al carcere come riconquista di uno spazio che innesca ricordi insostenibili, eppure indispensabili per restituire quel che è stato), è asciutto anche nel rappresentare situazioni più rischiose (gli attacchi di panico, l’incontinenza), diventa perfino terrificante quando gli spazi si rivelano sempre più ostili e irrompono i sacerdoti del male (l’incontro al bagno con l’aguzzino, senza dimenticare la cinica avvocata della difesa). A suo modo una resa dei conti ma anche il disperato tentativo di una riconciliazione, per onorare i morti e stare accanto a chi è rimasto, che magari continua a cercare l’odore di chi non c’è più.

Sabato 19 ore 21,15 – Domenica 20 ore 18,00 e 21,15 – Lunedì 21 ore 21,15

COYOTE vs ACME

di Dave Green

Interpreti: John Cena, Lana Condor, Will Forte, P.J. Byrne. Genere: Commedia. Origine: USA. Distribuzione: Lucky Red. Junior Cinema: Teens.

Coyote vs. Acme parte da una domanda semplicissima: e se Willy il Coyote decidesse finalmente di chiedere conto alla Acme di tutti quei prodotti difettosi? La risposta è una clamorosa causa legale contro l’azienda che per anni gli ha venduto razzi, trappole e gadget tanto ingegnosi quanto disastrosi. Per generazioni di spettatori, Willy il Coyote è stato il più ostinato dei sognatori. Da decenni insegue Beep Beep senza mai riuscire ad acchiapparlo, finendo puntualmente vittima dei marchingegni più improbabili prodotti dalla Acme. Tra esplosioni, precipizi, razzi impazziti e invenzioni difettose, è diventato uno dei simboli più universali, divertenti e romantici del fallimento, ma anche e soprattutto della perseveranza. Questo Coyote vs. Acme è un ambizioso, arguto e intelligente omaggio ai personaggi storici dell’animazione Warner Bros e lega il disegno animato con personaggi reali, come già avvenne per “Chi ha incastrato Roger Rabbit ?” di Robert Zemeckis. Il film è un legal thriller comico, che però – pur parlando di cartoni animati – cerca una storia plausibile e risulta una critica al capitalismo selvaggio dei nostri tempi. L’ironia dolce del copione è che affida questo messaggio al più “resiliente” (come si direbbe oggi) dei personaggi Warner, l’eterno perdente Willy, un personaggio muto che parla per cartelli. Coyote vs. Acme è un film sorprendente, un’inestimabile scheggia impazzita di creatività e fantasia: è in grado di stamparci in faccia un sorriso di complicità, scavando nella nostra voglia di sana follia più o meno seppellita.

Venerdì 18 ore 21,15 – Sabato 19 ore 18,00 – Domenica 20 ore 15,30 

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