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SANTIAGO – Un cammino per ricominciare

Genere: Drammatico. Interpreti: Alexandra Lamy, Julien Le Berre, Melanie Doutey, Eric Métayer. Origine: Francia. Distribuzione: Officine UBU.

di Yann Samuell
Santiago – Un cammino per ricominciare (Compostelle) è un film francese scritto e diretto da Yann Samuell, un’opera di finzione che si basa su storie vere tratte dal libro “Marche et invente ta vie” di Bernard Ollivier. Giovani smarriti, a un passo dalla detenzione, che sperimentano un “cammino di rottura” con un accompagnatoreeducatore che diventa il più delle volte un’esperienza di vita che apre a un cambiamento e a un possibile reinserimento sociale. Interpretato con efficacia da Alexandra Lamy e Julien Le Berre, Santiago è un piccolo gioiello, un racconto di formazione che si muove da una storia di solitudine e incomprensione verso una parabola di rinascita e speranza. Fred è una professoressa che ama il suo lavoro, ma sta vivendo un momento di difficoltà: è in crisi con il marito e ha un dialogo spinoso con la figlia Nina. A complicare le cose arriva il suo licenziamento: in un momento di acceso confronto con uno studente ha perso la calma e lo ha schiaffeggiato. Per rimettersi in partita, accetta di fare da guida per un’associazione di volontariato che si occupa di reinserire adolescenti difficili, con problemi con la giustizia, accompagnandoli nel Cammino di Santiago di Compostela, da Le Puy-en-Velay, nell’Alta Loira, alla città spagnola nei pressi della costa atlantica. A Fred viene affidato il quasi diciottenne Adam, che rischia la detenzione. I due si mettono in marcia, carichi di diffidenza e scarsa volontà di instaurare un rapporto fiduciario. La prima parte del percorso si rivela letteralmente in salita, tra liti burrascose, tiri mancini e abbandoni. Lungo il tragitto però, dopo un confronto franco e senza filtri, qualcosa inizia a cambiare per entrambi. Fred e Adam si riconoscono, si accolgono e si aiutano nel loro faticoso cammino della speranza. L’opera, nel suo snodarsi come road movie lungo le tappe più o meno conosciute del cammino, offre dei quadri visivo-narrativi suggestivi e originali: ad esempio, affronta il tema della persona con disabilità (con il personaggio di Estella) in maniera acuta e non banale, lontana da falsi pietismi. Esplora poi con sguardo vibrante anche il tema della spiritualità. In particolare, incisiva e toccante è la sequenza in un monastero spagnolo dove Fred e Adam trovano rifugio una notte: lì il giovane turbolento improvvisa una rilettura dell’“Ave Maria” in chiave rap, componendo una supplica attuale e struggente. Santiago presenta molte piste tematiche, da quella sociale, con il recupero e il reinserimento di giovani attenzionati alla giustizia, al tema della formazione, dialogo e ascolto, in ambito familiare e scolastico. Un film stratificato, ben governato e interpretato, che si carica di un vigoroso e non scontato respiro di speranza.

 

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