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RALPH SPACCA INTERNET

di Phil Johnston, Rich Moore
Walt Disney Pictures

(Ralph Breaks the Internet: Wreck-It Ralph 2) REGIA: Phil Johnston, Rich Moore. SCENEGGIATURA: Phil Johnston, Jim Reardon, Rich Moore. FOTOGRAFIA: Nathan Warner (Formato: Cinemascope/ Colore).  MUSICA: Henry Jackman. PRODUZIONE: Walt Disney Animation Studios. DISTRIBUZIONE: Walt Disney Pictures. GENERE: Film d’animazione. ORIGINE: USA. ANNO: 2019.  DURATA: 112’. – JUNIOR CINEMA: Baby – Teens

Quando per un incidente il volante del suo arcade si rompe, Vanellope rischia di rimanere priva del videogioco in cui vive e che abbiamo conosciuto nel precedente film “Ralph Spaccatutto”. Pur sereno nel suo cabinato, per aiutare la migliore amica, Ralph decide di accompagnarla in internet, usando le autostrade virtuali appena aperte con la connessione wi-fi. La missione è comprare in questo strano posto, “Ebay”, un volante di ricambio per il videogioco vintage. Ma Ralph e Vanellope hanno idea di cosa li aspetta lì fuori? La loro amicizia reggerà?…Judy alla fine di “Zootropolis” sentenziava che la “vita è complicata”. Non è facile nemmeno quella di Ralph e Vanellope, perché la loro crescita è resa esponenzialmente più complicata dal mondo che soffre di una soglia di attenzione bassissima. Qui il film decolla davvero: non si tratta solo di capire come proteggere un rapporto dal normale procedere dell’esistenza, bisogna pure capire come farlo immersi nel caos nevrotico dei social. Questo è un lungometraggio dei Walt Disney Animation Studios, che da poco hanno festeggiato i 90 anni del loro resiliente Topolino, quindi arrendersi non è un’opzione. In un tilt metalinguistico che ci sembrava pura autoreferenza prima di capirne il contesto, è proprio l’universo Disney (delle principesse, nello specifico) che gli autori chiamano in causa per dar man forte alla ricerca di identità di Vanellope, principessa Disney problematica. Così facendo, Johnston e Moore, in puro spirito disneyano, vengono in aiuto del pubblico proponendo la fiaba come sostegno della vita. Walt forse non avrebbe capito molto di quel che accade in internet, ma avrebbe approvato tutto, a partire dalla dolcezza e dalla semplicità di Ralph, che messo di fronte a prove sempre più difficili (cyberbullismo incluso!), incarna una bella crescita. La nostalgia non è più totalizzante e furbetta, come nel primo capitolo, ma è solo una parte di un mondo complesso, nel quale gli autori ci invitano a metter piede, chiedendoci di accettare il tempo che passa come parte della nostra identità, non come freddo fortino che ci isola da un mondo lontano divenuto incomprensibile. Tutto questo è immerso in una tecnica raffinata e un gusto audiovisivo che se la giocano ormai alla pari con la sorella Pixar: l’esplosione di colori e tridimensionalità della CGI va a braccetto con un design dei personaggi secondari memore dell’animazione 2D americana degli anni Cinquanta e Sessanta, caricaturale, immediata, simpatica ed espressiva.

* Il passaggio della coppia di amici dal mondo dei videogiochi (precedente film: “Ralph Spaccatutto”) alla contemporanea frenesia social diventa la rappresentazione dell’incontro di due epoche. Il tema di fondo è comunque la sopravvivenza dell’amicizia, di fronte alla necessità di cambiamento di uno degli amici, di per sé già un concetto non banale in film superficialmente considerati “per bambini”. Nella prima opera non c’erano dubbi sul fatto che Ralph e Vanellope meritassero di essere accettati, qui invece il modo di mantenere in vita il loro legame, il dilemma, è più sfumato. La dolce malinconia dell’inevitabile evoluzione delle cose, nella quale si possono riconoscere non solo amici, ma anche fratelli, sorelle, genitori e figli, è un’area grigia che lascia allo spettatore l’ultima parola. Si può uscire dal cinema commossi, riflettendo. La maturità di Ralph Spacca Internet è nel delineare un’immagine della rete non come un paradiso o male assoluto. E’ solo un contesto nuovo in cui deve muoversi ciò che è eterno: amicizia, frustrazione, ambizione, crescita. In cui devono combattere tutti: chi ha più anni sulle spalle e chi è molto giovane, chi è debole e chi è forte. Nelle sfide epocali, farsi accompagnare da un classico Disney, da ottant’anni a questa parte, non fa mai male.

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