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di Taika Waititi

Genere: Drammatico. Origine: Germania, USA. Distribuzione: Walt Disney Pictures. Con: Roman Griffin Davis, Thomasin McKenzie, Taika Waititi, Scarlett Johansson, Sam Rockwell, Rebel Wilson, Alfie Allen, Stephen Merchant.

Il mondo visto con gli occhi dei bambini ha sempre qualcosa di magico e colorato, anche quando è lacerato da guerre e violenze, perché i più piccoli sanno sempre mascherare il volto più assurdo della vita cogliendone tutte le contraddizioni. È quello che accade al protagonista di Jojo Rabbit, il sorprendente film di Taika Waititi, premiato dal pubblico del Festival di Toronto e candidato a sei Premi Oscar (tra cui Miglior Film). Jojo è un bambino di dieci anni che nella Germania nazista aspira a diventare la guardia personale del Führer. Hitler è un vero eroe per il piccolo Jojo, fanatico al punto da farlo divenire il suo amico immaginario, mentre il padre è al fronte e la madre prova a combattere contro il regime come può. Ma la scoperta che la madre nasconde in casa una ragazza ebrea lo metterà in crisi e lo costringerà a rivedere le sue convinzioni. Il film, un piccolo gioiello, raccontato in modo originale ed innovativo, mette alla berlina con toni da commedia il regime nazista. Presentato con delicatezza e ad altezza di bambino anche negli inevitabili risvolti drammatici del racconto, Jojo Rabbit è anche un apologo del rapporto infanzia-adulti, rappresentati questi ultimi dalla madre e dalle persone che circondano Jojo, primo fra tutti il suo amico immaginario. E dal momento che gli amici immaginari sono persone a cui i più piccoli trasferiscono competenze, esperienze e saggezza che si aspettano dagli adulti, il film punta il dito contro chi ha tradito e continua a tradire, negare e calpestare l’infanzia, ieri come oggi, nell’Europa della Seconda guerra mondiale, raccontata nel film da un’inedita prospettiva, e nei tanti Paesi del mondo dove la popolazione civile, travolta da sanguinosi conflitti, paga il prezzo più altro. La storia adattata da Waititi per il suo film è tratta dal romanzo della scrittrice Christine Leunens, “Come semi d’autunno”. L’Hitler immaginario è invece frutto della fantasia di Waititi. “Sapevo di non voler fare un dramma puro e semplice sull’odio e il pregiudizio – ha dichiarato a questo proposito il regista – “Ho sempre creduto che la commedia fosse il modo migliore per far sentire più a suo agio il pubblico. In Jojo Rabbit coinvolgo il pubblico con la risata e, quando ha abbassato la guardia, inizio a inserirci il dramma che in questo modo colpisce maggiormente”.

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