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UN SEMPLICE INCIDENTE

Genere: Drammatico. Origine: Iran, Francia. Distribuzione: Lucky
Red. Interpreti: Vahid Mobasseri, Ebrahim Azizi, Mariam Afshari,
Hadis Pakbaten, Majid Panahi, Mohamad Ali Elyasmehr..

di Jafar Panahi
Ha trionfato nelle tre cattedrali del cinema del Vecchio continente: Venezia, Berlino e Cannes. È il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore del Leone d’oro nel 2000 con “Il cerchio”, dell’Orso d’oro nel 2015 con “Taxi Teheran” e della Palma d’oro nel 2025 con Un semplice incidente. E proprio quest’ultimo titolo è stato presentato in anteprima per l’Italia alla 20a Festa del Cinema di Roma, in occasione del premio alla carriera a Panahi consegnato da Giuseppe Tornatore. Un semplice incidente racconta il trauma della repressione e delle violenze in Iran attraverso una storia di dolore, smarrimento e redenzione. Un viaggio nel desiderio di vendetta di vittime di abusi che si trovano faccia a faccia con il proprio carceriere. Una sfida morale, esistenziale, che apre però alla speranza e non alla corruzione interiore. Con Un semplice incidente, Panahi dà ancora una volta prova della sua statura artistica. Una storia minuta, circoscritta, che man mano che si snoda diventa anzitutto un potente racconto-denuncia delle violenze subite da un popolo per mano di un regime che reprime libertà, sogni e futuro. Un film che si fa, inoltre, parabola universale di un’umanità ferita che si trova a un bivio: abbracciare la vendetta oppure rispondere con misericordia al male subito. Un’opera densa e stratificata, che
scivola via con passo leggero, come una pièce teatrale. Il regista è abile, abilissimo, nel governare la tensione e le svolte del racconto, fino al sorprendente finale aperto, che affida allo spettatore l’ultima parola. Un’opera matura, dolente, che si impasta anche delle sofferenze patite dal regista, più volte imprigionato nel suo Paese perché artista e pensatore libero.

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