°°Film in programmazione



Cinema Nuova Aurora

ANTARTICA – Quasi una fiaba
di Lucia Calamaro
Genere: Commedia Distribuzione: Vision Distribution. Interpreti: Silvio Orlando, Barbara Ronchi, Valentina Bellè, Lorenzo Balducci.
Il film è ambientato nella base scientifica più remota dell’Antartide, isolata per almeno otto mesi l’anno. Una piccola comunità di scienziati italiani lavora sotto la guida del capomissione Fulvio Cadorna (Silvio Orlando), impegnata a esplorare i grandi interrogativi sul futuro dell’umanità. L’arrivo dell’ultima recluta, Maria Medri (Barbara Ronchi), brillante e testarda scienziata soprannominata “la delfina” di Cadorna, sconvolge l’equilibrio della stazione. Geniale ma tutt’altro che socievole, Maria mette in discussione gli obiettivi e le certezze del suo mentore. In questa base sperduta, la scienza si intreccia con le relazioni umane. Le menti più brillanti si confrontano non solo con l’ignoto dell’Antartide, ma anche con le complessità dei legami, dei conflitti e della convivenza in isolamento. Dopo un’intera carriera spesa in ambito teatrale, Lucia Calamaro ha deciso di mettersi in gioco e di confrontarsi con il cinema. Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di “Follemente”, di Paolo Genovese, esordisce dietro la macchina da presa. Antartica è un film come nessun altro a cominciare dall’ambientazione: una remota base scientifica in Antartide dove un gruppo di scienziati tiene accesa la fiaccola della vita. Con stupore e dolcezza e attraverso il gioco di attori sempre a fuoco come Silvio Orlando e Barbara Ronchi, la regista affronta il tema dell’eredità che lasciamo ai nostri cari e del nostro contributo al sapere dell’umanità e al suo progresso. Il suo racconto rarefatto e dal ritmo piacevolmente lento rende autentici i personaggi e il film lascia un messaggio di speranza che è bellissimo, necessario e non così utopistico.
Venerdì 5 ore 21,15 – Sabato 6 ore 21,15 – Domenica 7 ore 18,00 e 21,15 – Lunedì 8 ore 21,15


IL BANDITO DELLE 11 (Pierrot le fou)
di Jean-Luc Godard
Interpreti: Jean-Paul Belmondo, Anna Karina, Graziella Galvani, Dirk Sanders, Jimmy Kardubi, Krista Nell (1966)
Pierrot le fou è Godard al 100%: la confusione creatrice, l’irritualità della cinepresa che somiglia di più a una penna, il moralismo che accompagna i suoi eroi, la pletora di citazioni e rimandi. Godard, che abbandonò giovanissimo la carriera di romanziere perché non riusciva a superare il primo rigo, non ha mai girato un film che potesse sintetizzarsi in un soggetto. Anche le sue sceneggiature sono spesso un brogliaccio, una dichiarazione di intenti, una volontà bislacca, come quella di Pierrot le fou che parte da due “solidissime” idee: la storia sarebbe stata ambientata sulle rive del mare e ci sarebbe stata una esplosione di colori. Il film è esempio tipico della Nouvelle vague e del cinema di Godard, difficile da inquadrare in uno schema logico.
JEAN-LUC GODARD
E’ forse il regista più rappresentativo della Nouvelle Vague, quello che ha dato inizio al movimento dal punto di vista teorico ed operativo. Provenendo dalla critica conematografica ha espresso la sofferenza di molti giovani autori del cinema francese verso il modo di raccontare di quegli anni. Negli anni giovanili ha esplorato, secondo il suo sistema, letteratura e arti figurative, ha visto tutto il cinema, lo ha metabolizzato, ne ha colto i contenuti, le estetiche e le convenzioni. Ha inventato, oltrepassato tutto questo creando dei precedenti dai quali il cinema non ha potuto prescindere per decenni. Resta uno sperimentatore i cui film hanno fatto e faranno discutere i critici e gli esperti di cinema di tutto il mondo. Tra i suoi film: Fino all’ultimo respiro (1960), Questa è la mia vita (1962), Il disprezzo (12963), Il bandito delle 11 (1966), La cinese (1967).
CINE CLUB Giovedì 4 ore 21,15



