°°Film in programmazione



Cinema Nuova Aurora

NAZA
di Rachel Szor, Yuval Abraham
Genere: Documentario. Origine: Gran Bretagna. Distribuzione: I WONDER Pictures.
“Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. (…) Ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro?”. Sono le parole, dirette e inequivocabili, dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor, Premi Oscar nel 2026 con “No Other Land”, nel presentare il loro nuovo film, doc d’inchiesta prodotto dal “The Guardian” e dal Premio Oscar Jonathan Glazer (regista del film “La zona di interesse”). In concorso all’83a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2026) dove il film ha vinto il Premio speciale della Giuria. I due registi Yuval Abraham e Rachel Szor posizionano la loro macchina da presa sul tetto di un palazzo. Si susseguono interviste a militari ed esponenti dei servizi segreti israeliani. Li interrogano sul conflitto in corso a Gaza, indagando modalità e pianificazione degli attacchi diretti a colpire i membri di Hamas. I civili sono “vittime collaterali” per loro tollerabili e sacrificabili… NAZA è un secco sguardo sulle vittime innocenti nel conflitto israelo-palestinese, in particolare prende posizione contro i servizi militari israeliani per le uccisioni compiute sui civili a Gaza, i cosiddetti “NAZA”, i “danni collaterali” contemplati nella lotta contro Hamas. Un doc che corre sul binario del film di inchiesta, di respiro giornalistico, che fa emergere contraddizioni e assurdità di un conflitto senza tregua e senza pietà, da entrambi i fronti. In particolare, da israeliani, i due autori puntano il dito contro il proprio governo per la pianificata fredda e tragica della logica dell’orrore. Il film guarda al lato israeliano, alle case israeliane, alle azioni israeliane, ma non perde mai di vista la sua ragion d’essere: il massacro a Gaza e ciò che lo rende possibile”. La forza del film è nell’urgenza del tema e della denuncia, che diventa dominante rispetto a qualsiasi dimensione visivo-estetica. NAZA inchioda per i contenuti e ha come obiettivo quello di porre domande e suscitare riflessioni su una tragedia del nostro tempo.
Venerdì 9 ore 21,15 – Sabato 10 ore 21,15 – Domenica 11 ore 16,00


HEART OF THE BEAST – NEL PROFONDO SELVAGGIO
di David Ayer
Genere: Avventuroso. Interpreti: Brad Pitt, J.K. Simmons, Anna Lambe. Origine: USA. Distribuzione: Eagle Pictures.
Ci sono film che riescono a tenerti incollato allo schermo per la loro azione, altri che lo fanno attraverso la paura e altri ancora che, senza bisogno di grandi discorsi, riescono semplicemente a toccarti nel profondo. Heart of the Beast, il nuovo film diretto da David Ayer con protagonista Brad Pitt, appartiene a quest’ultima categoria. Un survival movie che mette al centro una situazione estrema, ma che in realtà racconta qualcosa di molto più umano: la solitudine, il dolore, la capacità di andare avanti e soprattutto il legame indissolubile tra un uomo e il suo cane. Heart of the Beast è un film che ti coinvolge. E lo fa senza avere bisogno di spiegare continuamente ciò che vuole raccontare. Brad Pitt interpreta James Belmont, un ex membro delle Forze Speciali dell’Esercito, che si ritrova insieme al suo compagno di servizio più fedele: Odin, un cane da combattimento ormai ritirato. Quello che dovrebbe essere un viaggio nella natura selvaggia dell’Alaska si trasforma però in un incubo quando il loro aereo precipita. James e Odin rimangono così isolati in un ambiente tanto spettacolare quanto pericoloso, lontani da qualsiasi forma di aiuto. Da quel momento comincia una lotta per la sopravvivenza fatta di freddo, fame, montagne, fiumi e animali selvatici. Orsi e lupi diventano soltanto alcuni degli ostacoli che i due dovranno affrontare per riuscire a tornare a casa. David Ayer ha definito Heart of the Beast una vera e propria storia d’amore tra un uomo e il suo cane: non nel senso romantico del termine, ovviamente, ma come rappresentazione di un legame profondo nato da anni trascorsi insieme e da esperienze che soltanto loro possono comprendere. Heart of the Beast è uno di quei film che ti devasta perché non è la classica favola dell’amicizia tra un uomo e un cane. Non tanto per quello che il film mostra quanto per quello che il film trasmette. In un mondo in cui ognuno pensa sempre di più a se stesso, vedere con quanta innocenza gli animali ci guardano e ci amano, senza chiedere niente in cambio, è una lezione di umanità preziosissima. Brad Pitt, che il film ha scelto anche di produrlo, lo ha capito, e forse non è un caso che abbia scelto di scommettere su un progetto di così ampio respiro. Forse è vero che la lealtà più assoluta è garantita solo dagli Odin di turno e Heart of the Beast resta un film delizioso da vedere e da gustare.
Sabato 10 ore 18,00 – Domenica 11 ore 18,00 e 21,15 – Lunedì 12 ore 21,15



