°°Film in programmazione



Cinema Nuova Aurora

HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
di Chloé Zhao
Genere: Drammatico. Origine: USA. Distribuzione: Universal Pictures Interpreti: Paul Mescal, Jessie Buckley, Emily Watson, Joe Alwyn, Jacobi Jupe, Freya Hannan-Mills, Sam Woolf, Laura Guest, Bodhi Rae Breathnach, Olivia Lynes, Jack Shalloo, Faith Delaney, Elliot Baxter.
“Una storia sulla metamorfosi”. Così la regista Premio Oscar Chloé Zhao nel definire il suo film Hamnet – Nel nome del figlio, un’opera di grande densità tematica e poetica che conquista subito lo sguardo e muove alla commozione. Un film struggente e al contempo luminoso e curativo. Presentato al 50º Toronto Film Festival e alla 20ª Festa del Cinema di Roma, ha ricevuto una pioggia di riconoscimenti e candidature: vincitore a Hollywood di due Golden Globe di peso (film drammatico e attrice protagonista Jessie Buckley), è in corsa per la 98a edizione dei Premi Oscar con 8 nomination tra cui miglior film, regia, sceneggiatura e miglior attrice. Prendendo le mosse dall’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell (2020) sulla vita di William Shakespeare e di sua moglie, Hamnet – Nel nome del figlio è un’opera che indaga le fratture dell’anima davanti alla perdita di un figlio; un film che esplora lo smarrimento e la disperazione, senza essere mai ricattatorio. Uno sguardo nella vertigine del dolore più fosco e inaccettabile, capace di suggerire però anche un sentiero di risalita, di faticosa rinascita. Uno dei titoli più belli, potenti e poetici della stagione. Il film narra la storia della tormentata vicenda di William Shakespeare e sua moglie Agnes in relazione alla perdita del figlio Hamnet e di come, al contempo, sia nato il capolavoro “Amleto”. La storia familiare di Hamnet e quella drammaturgica di Hamlet presentano due nomi quasi speculari, intercambiabili, su cui si polarizzano gli stessi sentimenti. Lì, tra palcoscenico e vita vera, Agnes legge tutto il dolore di William, lo stesso che lei custodisce sottopelle. Finalmente si (ri)trovano. Finalmente torna la speranza, e loro sono di nuovo vicini. Che regia magnifica quella di Chloé Zhao, così acuta, misurata e potente! Gestisce materia emozionale incandescente con maestria e rispetto, senza mai perderne il controllo o “sporcarla”; direziona il pathos in un intenso percorso dal buio alla luce, anche grazie a due interpreti di raffinata bravura, Jessie Buckley e Paul Mescal. E allora sì alla meritata pioggia di Oscar, ma soprattutto all’incontro generoso con il pubblico. Da non perdere!
Venerdì 20 ore 21,15 – Sabato 21 ore 17,30 e 21,15 – Domenica 22 ore 17,30 e 21,15 – Lunedì 23 ore 21,15


CINE CLUB
JOHN FORD: un’epopea a stelle e strisce
John Ford è uno dei più grandi registi di tutti i tempi, molte sue opere sono di diritto nella storia del cinema. Noto al grande pubblico per i suoi film di ambientazione Western, ma anche autore che ha spaziato su vari generi e forme di cinema, Ford ha ispirato con il suo modo di raccontare e il suo stile inconfondibile tanti grandi registi in tutto il mondo. Apprezzato da autori come Fellini, Truffaut e Kurosawa, ci ha regalato momenti di grande cinema, epici e lirici. In questo breve ciclo abbiamo voluto presentare tre film che segnano l’evoluzione del suo pensiero sul «sogno americano», partendo da una visione di grande speranza fino ad arrivare all’amara constatazione di un fallimento: gli eroi vivono solo nella leggenda o sono destinati ad essere perennemente sconfitti.
Data la grandezza e la complessità della sua opera, il ciclo sarà preceduto Mercoledì 18 Febbraio da un documentario, con brani dei suoi film, che cercherà di approfondirne tematiche e punti salienti.
SFIDA INFERNALE (My Darling Clementine)
di John Ford
Interpreti: Henry Fonda, Linda Darnell, Victor Mature, Cathy Downs, Walter Brennan (1946)
Storia che trae lo spunto da una vicenda realmente accaduta e citata nella storia americana, il film ha l’incedere e la forma di una tragedia Shakespeariana (tra l’altro, in un intermezzo c’è un bellissimo omaggio all’Amleto e al teatro in genere). Rappresenta il punto più alto raggiunto da Ford nel Western classico. Oltre agli aspetti formali (basti pensare alla composizione delle inquadrature), il film si distingue per il tema che traduce in immagini l’aspirazione «pura» della frontiera, con l’eroe senza macchia e senza paura che lotta per il trionfo della giustizia e riesce nell’impresa. C’è nel film l’eterno conflitto tra Est e Ovest, tra società civile e ambiente selvaggio, tra costruzione del moderno e contemplazione dell’antico. La storia, la costruzione estetica del racconto, la sceneggiatura e le inquadrature, che sono in alcuni momenti dei veri e propri “quadri pittorici”, fanno del film un indiscusso capolavoro, di diritto tra i più rappresentativi della storia del cinema.
CINE CLUB Mercoledì 18 ore 21,15



