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Frate Francesco
di Giulio Cesare Antamoro
1927

Dati tecnici – Credit e cast

Regia Giulio Antamoro, Soggetto Johan Joergensen, Sceneggiatura Aldo De Benedetti e Carlo Zangarini, Casa di produzione I.C.S.A. (Industrie Cinematografiche Società Anonima) Roma – Firenze. Paese di produzione Italia, Anno 1927, Durata 110 min. (3.700 m.), Dati tecnici B/N, rapporto: 1,33 : 1, Genere biografico, storico, Fotografia Fernando Risi,  Scenografia Gerardo Cinti, Otha Sforza Costumi Giovanni, Costantini.

Giulio Antamoro

Giulio Antamoro (1 luglio 1877 – 8 dicembre 1945) è stato un conte italiano e regista cinematografico pioniere, noto soprattutto per i suoi contributi al cinema muto dei primi tempi, tra cui il primo adattamento cinematografico noto di Pinocchio di Carlo Collodi nel 1911 e l’epopea religiosa di riferimento Christus nel 1916.Nato Giulio Cesare Antamoro nella nobiltà romana, adottò lo pseudonimo artistico “Gant” e iniziò la sua carriera nell’industria cinematografica italiana in crescita intorno al 1910, lavorando principalmente come regista, sceneggiatore e montatore per grandi studi come Cines. I suoi film spesso attingevano a classici letterari, eventi storici e narrazioni religiose, enfatizzando lo spettacolo grandioso e la narrazione visiva innovativa durante l’età d’oro del cinema muto in Italia. Tra le sue opere notevoli vi è Metempsychosis (1913), un’esplorazione dei temi della reincarnazione; Antonio di Padova (1915), un dramma agiografico; e Frate Francesco (1927), che raffigura la vita di San Francesco d’Assisi.La produzione di Christus di Antamoro, girata in esternità in Egitto e Palestina con oltre 2.000 comparse, ha segnato una pietra miliare tecnica e artistica come prima epopea religiosa nella storia del cinema, fondendo accuratezza biblica con iconografia rinascimentale di artisti come Michelangelo e Leonardo da Vinci. I suoi adattamenti, come il fantasioso ma fedele Pinocchio—con Ferdinand Guillaume come burattino—contribuirono a stabilire il dominio italiano nei primi lungometraggi, influenzando le tendenze cinematografiche globali prima che la tecnologia del suono oscurasse il mezzo muto. Antamoro si ritirò alla fine degli anni Venti, durante la transizione dell’industria, lasciando un’eredità di circa 20 crediti alla regia che mettevano in luce il potenziale del cinema per la narrazione culturale e spirituale.

Cast artistico

Interpreti e personaggi, Alberto Pasquali: san Francesco d’Assisi, Hélène Drouzskoy: Giovanna Pica, madre di Francesco, Alfredo Robert: Pietro di Bernardone, Bice Jany Romanella: Chiara degli Scifi, Euna De Rasi: Agnese, sorella di Chiara Romuald Joubé: Monaldo di Sassorosso Franz Sala: Favorino degli Scifi, fratello di Chiara Donatella Gemmò: Myria di Leros Ruggero Barni: frate Leone Alberto Nepoti: frate Pietro de’Cattani, Ugo Manni: frate Barbaro Gino Borsi: frate Bernardino da Quintavalle Ennio Neri: frate Masseo Adelmo Cimoli: frate Silvestro Mario Cavara: frate Morico  Paolo Angelo Salvini: frate Egidio Enzo Nannicini: frate Angelo Domenico Arrighi: frate Ginepro Augusto Quinti: frate Ruffino Attilio Barbieri: frate Illuminato Umberto Lattes: frate Sabatino Ubaldo Ciunchi: frate Filippo.
(Fonte Wikipedia)

Note Tecniche

L’Assisi medioevale che si vede nel film è stata interamente ricostruita nei dintorni di Firenze con l’impiego di 500 operai e di 20 metri cubi fra legnami, laterizi, ecc. Cinquanta attrezzisti hanno lavorato per il mobilio di scena, 25 pittori per le decorazioni, 80 operai per le costruzioni in ferro battuto, in legno, ecc. La città di Assisi, riedificata per le riprese cinemato­grafiche, copriva una superficie di oltre 15 mila metri quadrati e comprendeva tre grandi piazze e vie con fondachi e botteghe. Le mura di difesa erano lunghe 90 metri e in alcuni tratti raggiungevano l’altezza di 35 metri. Sessanta sarti sono stati impiegati per la confezione di 7000 costumi, dei quali mille per i Crociati.(Da un comunicato della l.C.S.A. – Imprese Cinematografiche Società Anonima, produttrice del film). Dopo aver visitato lo stabilimento della l.C.S.A. durante la lavorazione del film, lo scrittore Ferdinando Paolieri scrive: « Nel settimo Centenario del transito di Frate Sole ho ammirato in piano di Terzollina quillame di tutti i cembali delle cicale di luglio, per opera di un industriale, di un poeta, di un dipintore e di una schiera magnifica di artigiani e di artisti nostrani sorgere per incantesimo i castelli dell’Umbria, ritornare la vita oscura del Medio Evo Leggendario e persino un riflesso delle Sante Crociate e risplendere su queste espressioni di umanità Italica gioiosa ed operosa lo spirito universo del più gran Santo del mondo ».
(Citato nel settimanale torinese « Al cinema », anno 6, n. 16, 17 aprile 1927).

Contenuto

Nel cuore dell’Umbria medievale, tra le mura di Assisi alla fine del XII secolo, Francesco Bernardone cresce come figlio di un ricco mercante, immerso in un mondo di agi, feste e ambizioni cavalleresche. La sua giovinezza è segnata da un entusiasmo irrequieto, da un desiderio di gloria e da una vitalità che sembra non conoscere limiti. Ma la guerra tra Assisi e Perugia infrange bruscamente quell’orizzonte luminoso: nella battaglia di Ponte San Giovanni, Francesco viene catturato e trascorre un lungo periodo di prigionia. Quando finalmente torna a casa, non è più lo stesso. L’esperienza della sofferenza e della fragilità umana ha aperto in lui una ferita profonda, un’inquietudine che lo allontana progressivamente dalla vita mondana. Inizia così un percorso di ricerca interiore. Francesco si ritira in un eremo, dove la solitudine, la preghiera e il contatto con i poveri lo trasformano. La sua scelta radicale provoca lo sdegno del padre, che lo trascina davanti al vescovo per costringerlo a rinunciare alle sue follie. In una scena di grande forza simbolica, Francesco si spoglia delle vesti paterne e restituisce tutto ciò che possiede, dichiarando di riconoscere solo Dio come padre. È il momento della rottura definitiva con il passato e della nascita del “Poverello”.

La piccola chiesa di San Damiano diventa il centro della sua nuova vita. Mentre la ricostruisce pietra dopo pietra, attorno a lui si radunano giovani attratti dalla sua semplicità e dalla sua gioia evangelica. Tra loro emerge Chiara degli Scifi, una giovane nobile che, affascinata dalla sua testimonianza, sceglie di abbracciare la stessa via di povertà e dedizione. La fraternità cresce, si struttura, e Francesco si reca a Roma per ottenere da Papa Innocenzo III l’approvazione della Regola, un gesto che sancisce la nascita ufficiale del movimento francescano. La fama di Francesco si diffonde rapidamente. La Porziuncola diventa un luogo di accoglienza e rinnovamento spirituale, mentre il Santo percorre città e campagne annunciando la pace e la misericordia. Animato da un desiderio universale di riconciliazione, parte per Damietta, nel cuore delle Crociate, per incontrare il sultano e testimoniare la forza disarmata del Vangelo. È un viaggio audace, che rivela la sua visione profetica di un mondo riconciliato.Ma il corpo di Francesco si indebolisce. Tornato ad Assisi, si ritira nuovamente a San Damiano, dove trascorre gli ultimi anni tra sofferenza, contemplazione e poesia. Circondato dai suoi fratelli, conclude la sua vita in un’atmosfera di pace luminosa, lasciando un’eredità spirituale destinata a trasformare la storia.

La sua vicenda, segnata da una radicale libertà interiore, si chiude nel luogo dove tutto era iniziato: una piccola chiesa povera, illuminata dalla fede e dalla fraternità.

Fotogramma del film. La taverna frequentata dal dissoluto giovane Francesco

Cinematografo n.2 1927

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