
San Francisco de Asis (1944)
Il poverello di Assisi (1948)
di Alberto Gout

Dati tecnici – Credit e cast
Prima versione
Regia: Alberto Gout Soggetto: Juan Antonio Vargas, Luis White Morquecho; Titolo originale: San Francisco de Asís/Saint Francis of Assisi , Lingua originale: spagnolo, Paese: Messico, Anno: 1944, Durata: 119′ min., Colore: bianco/nero, Audio: sonoro, Genere: biografico, Ambientazione Geografica:Assisi Italia, Ambientazione Storica: XIII secolo, Sceneggiatura: Juan Antonio Vargas, Luis White Morquecho, Casa di produzione: Simpex Co.,Fotografia: Alex Phillips, Montaggio: Mario González, Musiche: Joaquín Estrada, Mario Ruiz Armengol, Costumi: Emma Roldán
- Note: È considerato il primo film sonoro dedicato a San Francesco in area ispanoamericana.
Seconda versione (riadattamento e nuovo montaggio)
Regia: Alberto Gout Soggetto: Juan Antonio Vargas, Luis White MorquechoTitolo originale: Saint François d’Assise/Il poverello d’Assisi , Lingua originale: spagnolo, Paese: Brasile, Anno: 1949, Durata: 92′ min., Colore: bianco/nero, Audio: sonoro, Genere: biografico, Ambientazione Geografica:Assisi Italia, Ambientazione Storica: XIII secolo, Sceneggiatura: Juan Antonio Vargas, Luis White Morquecho, Casa di produzione: Simpex Co.,Fotografia: Alex Phillips, Montaggio: Mario González, Musiche: Joaquín Estrada, Mario Ruiz Armengol, Costumi: Emma Roldán.
Spesso distribuito in Italia come Il poverello d’Assisi , In Francia con il titolo Saint François d’Assise e nei paesi anglofoni con Saint Francis of Assi. È probabilmente una riedizione/ri-montaggio o una versione alternativa del film del 1944, adattata per il mercato brasiliano.
Perché c’è confusione tra i due film?
- Entrambi hanno lo stesso regista e lo stesso protagonista.
- I titoli cambiano a seconda del paese: San Francisco de Asís, Saint François d’Assise, Il poverello d’Assisi.
- Le durate diverse (119’ vs 92’) suggeriscono versioni differenti, forse tagliate o rimontate.
- Le fonti di cinema medievale confermano l’esistenza della versione messicana del 1944 e la sua circolazione con titoli diversi.
Cast artistico
Interpreti e personaggi: José Luis Jiménez: San Francesco d’Assisi, Alicia de Phillips, Antonio Bravo, Carmen Molina, Crox Alvarado, Elena D’Orgaz, Luis Alcoriza, Arturo Soto Rangel, Agustín Sen, Elia Ortiz, Roberto Cañedo.

Contenuto
Il film San Francisco de Asís (1944), noto in Italia anche come Il poverello di Assisi (nella riedizione brasiliana), una delle prime grandi produzioni sonore dedicate alla vita di San Francesco. È un’opera importante nella storia del cinema religioso latinoamericano e, per molti studiosi, un tassello fondamentale nella rappresentazione cinematografica del santo.
Il film ripercorre la vita di San Francesco dalla giovinezza spensierata fino alla conversione radicale, mettendo in scena:
la sua vita mondana e il ruolo di “re della gioventù” ad Assisi;
la chiamata divina a “ricostruire la Chiesa”;
la nascita dell’Ordine francescano;
il parallelismo tra la vita del santo e quella di Cristo, tema molto sottolineato nel cinema religioso dell’epoca.
L’impostazione è fortemente devozionale, con un tono epico e spirituale tipico del cinema messicano degli anni ’40.
Il film nasce nel pieno della “época de oro” del cinema messicano, un periodo in cui la produzione nazionale esplora temi religiosi, melodrammatici e identitari. La figura di San Francesco viene letta attraverso:
- la sensibilità cattolica latinoamericana, fortemente devozionale;
- un linguaggio cinematografico vicino al melodramma storico;
- un intento edificante, coerente con la politica culturale messicana degli anni ’40.
Il film si colloca quindi fuori dalle linee estetiche europee (Rossellini, Cavani) e prima delle riletture spirituali italiane del dopoguerra.
Aspetti artistici e tecnici
- Fotografia: Alex Phillips, uno dei più importanti direttori della fotografia del cinema messicano. La fotografia in bianco e nero è caratterizzata da:
- forti contrasti chiaroscurali;
- uso di luci morbide nelle scene mistiche;
- composizioni statiche che richiamano l’iconografia sacra.
Musica: Joaquín Estrada e Mario Ruiz Armengol, che conferiscono al film un tono liturgico e solenne. La colonna sonora sottolinea costantemente il pathos religioso, con un uso insistito di temi orchestrali solenni.
Scenografie: Manuel Fontanals, noto per la sua capacità di ricreare ambientazioni storiche con grande cura.
Il film è in bianco e nero, con una messa in scena teatrale e iconografica, molto vicina alla tradizione pittorica religiosa. - Questo film è considerato:
- una delle prime grandi biografie sonore su San Francesco;
un esempio di cinema religioso latinoamericano di forte impatto popolare;
un’opera che ha contribuito a diffondere l’immagine francescana nel mondo ispanofono;
un tassello importante nella filmografia internazionale dedicata al santo, insieme a Frate Sole (1918), Francesco giullare di Dio (1950) e Francesco (1989).
Il film ebbe buona diffusione in America Latina e fu distribuito in Europa con titoli diversi. In Italia circolò soprattutto come Il poverello d’Assisi, spesso nella versione ridotta a 90 minuti.
- una delle prime grandi biografie sonore su San Francesco;
Il film di Gout è stato presentato per il visto di censura nel 1948 a testimoniare che la circolazione in italia è avvenuta 4 anni dopo la sua programmazione in Messico.
SEGNALAZIONI CINEMATOGRAFICHE
IL POVERELLO D’ASSISI Saint Francois d’Assise T
Origine : Brasiliana — Genere : Religioso (agiografico) — Produz. : Simpex Co. — Regìa : Alberto Cout — In- lerpr. : Josè Louis Imenez, Alicia de Filippis — Distrib. : Zeus film.
Il film si propone di narrare la vita di S. Francesco, illustrandone l’opera riformatrice e l’apostolato. La prima parte, che riguarda 11 periodo precedente la conversione, assume spesso il carattere della storia romanzata, con episodi non conformi alla verità storica. La seconda narra la vita del Santo dall’inizio della sua attività di riformatore fino alla morte; ma si tratta di una narrazione disordinata, che non rispetta la cronologia e trascura fatti ed episodi di capitale importanza. Alcune scene, come quella della rinuncia al beni paterni, quella della morte del padre, quella delle stimmate, sono presentate in modo da lasciare indifferente lo spettatore. Perfino 11 cantico delle creature e le parole pronunciate dal Santo in punto di morte sono ignorate. Il film si chiude con l’apparizione della figura del Santo, in dissolvenza, tra le nuvole, mentre il lupo scodinzola a suo fianco.
Si tratta di un lavoro scadente, privo d’ispirazione e privo anche d’interesse spettacolare. Non vi sono elementi, che impongano riserve in sede morale ; ma bisogna deplorare che un soggetto tanto elevato venga presentato in una forma così poco decorosa. La visione è ammessa, in sala pubblica, per tutti.
Vol XXVI – disp. 8 – 1949
