Interpreti: Angelina Jolie, Louis Garrel, Ella Rumpf, Garance Marillier, Sean Gullette, Finnegan Oldfield, Anyier Anei, Katia Crivellari. Genere: Drammatico. Origine: Francia. Distribuzione: Plaion Pictures.
di Alice Winocour
Dalla sartoria all’oncologia, dal gesto della truccatrice che nasconde le piaghe, ai lembi di pelle che si segnano per l’intervento, Couture è un film sul “taglio” come gesto fondativo e sul “punto” come tentativo di ricomporre ciò che, forse, non può più essere unito. Durante la settimana della moda parigina, Maxine (Angelina Jolie), regista americana chiamata a girare un corto per una maison di alta moda, riceve una diagnosi di tumore al seno che la costringe a confrontarsi con la propria vulnerabilità. Intorno a lei orbitano Ada (Anyier Anei), giovane modella sudsudanese al suo debutto, e Angèle (Ella Rumpf), truccatrice con ambizioni letterarie: tre donne, tre corpi, tre destini legati dal filo invisibile del lavoro e della fragilità. All’interno del cinema sulla moda Couture si colloca come un controcampo sobrio, quasi anti-seduttivo. Non mostra il glamour per esibirlo, ma per svelarne la dimensione operativa, artigianale, corporea. Le sue modelle sono persone normali: lavorano. Quello che ci si aspetta solitamente da un film sull’alta moda è un intreccio di gelosie, falsità e competizione estrema tra modelle e addetti ai lavori. Couture, al contrario, è un inno alla sorellanza, non c’è malignità, non ci sono personaggi che augurano il peggio alle loro colleghe e “avversarie”. Le tante donne del film si aiutano tra loro, si ascoltano e esprimono grande vicinanza nei momenti di debolezza. È la moda ridotta a lavoro manuale, non a performance. E c’è l’intuizione di raccontare la moda – e, per estensione, il cinema – come luoghi in cui si aggiusta la realtà, dove il corpo è materia prima e superficie da ritoccare. Couture è un film che parla di ciò che non si può riparare, ma anche della dignità del tentativo. Il dolore resta sotto pelle. Angelina Jolie si prende chiaramente gran parte del film, non solo per la caratura dell’attrice, ma soprattutto per l’argomento così personale. Infatti, nella realtà ha vissuto un problema che la lega a filo stretto al suo personaggio e, forse proprio per questo, la sua interpretazione è intensa e partecipe.


