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DUSE

Genere: Biografico. Origine: Italia. Distribuzione: PiperFilm.
Interpreti: Noémie Merlant, Valeria Bruni Tedeschi, Vincenzo
Nemolato, Fausto Russo Alesi, Giovanni Morassutti, Vincenzo
Pirrotta, Marcello Mazzarella, Federico Pacifici, Noémie
Lvovsky, Fanni Wrochna, Iacopo Fanelli, Gaja Masciale,
Vincenza Modica.

di Pietro Marcello

Duse racconta gli ultimi anni di Eleonora Duse (Valeria Bruni Tedeschi), leggendaria figura del teatro italiano e donna dal temperamento fiero e indomito, capace di lasciare un’impronta profonda nella storia culturale europea. A narrare la sua storia è la voce della figlia, che rievoca gli ultimi giorni di una madre che, pur segnata dalla fine imminente, resta un’anima irrequieta e profondamente libera, distante dalle convenzioni e dalle ipocrisie del suo tempo. La sua carriera sembra ormai alle spalle, ma in un’Italia attraversata dalla violenza della Grande Guerra e dai primi segnali dell’oscurità fascista, Eleonora Duse avverte il bisogno di tornare a teatro. Non è un ritorno nostalgico, ma un gesto necessario, l’ultimo tentativo di riaffermare se stessa, il proprio pensiero, la propria voce, in un mondo che cambia troppo in fretta e sembra voler cancellare tutto ciò per cui ha lottato: libertà, arte e identità. Spinta anche da gravi difficoltà economiche, Eleonora sceglie ancora una volta la scena come ultimo rifugio e campo di battaglia, spinta da un’urgenza interiore che trascende il successo o il riconoscimento. Il teatro diventa per lei un atto di resistenza, un luogo dove ogni parola pronunciata e ogni gesto compiuto assumono la forza di un’azione politica ed esistenziale. Ma questa scelta radicale ha un costo. Gli affetti si allontanano, la salute si consuma, e il disincanto arriva silenzioso, insinuandosi come una crepa invisibile. Eppure, fino all’ultimo, Eleonora resta fedele alla propria natura, non arretra di fronte al dolore né al declino, e affronta l’ultimo tratto del suo viaggio con la stessa intensità che ha sempre messo in scena. Perché si può rinunciare a tutto, persino alla vita, ma non alla propria integrità, che per lei coincideva con l’arte stessa. Pietro Marcello non è interessato a ricostruirne la storia in maniera puntuale, a farne un “santino” teatrale. Vuole cogliere e far rivivere per le nuove generazioni il genio e la fragilità di un’artista, di una donna, esposta all’erosione del tempo, in un’Italia ondivaga e confusa, provata dal Primo conflitto mondiale ma anche dalle sirene seduttive del rampante fascismo. Splendida e convincente la prova di Valeria Bruni Tedeschi, che per il ruolo forza i suoi consueti confini interpretativi per abitare la grandezza della Duse, per renderle omaggio in tutta la sua versatilità e complessità. Nell’insieme, un film elegante e acuto, che brilla soprattutto per una prova attoriale che lascia il segno.

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