Genere: Drammatico. Origine: USA. Distribuzione: Eagle Pictures.
Interpreti: Rami Malek, Russell Crowe, Richard E. Grant, Michael
Shannon, Leo Woodall, Colin Hanks, John Slattery, Wrenn Schmidt,
Lotte Verbeek.
di James Vanderbilt
Norimberga è un avvincente dramma storico ambientato nella Germania del 1945, subito dopo la resa del Terzo Reich. Racconta i processi di Norimberga, durante i quali le potenze alleate misero sotto accusa i massimi vertici del regime nazista, chiamandoli a rispondere delle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale. Fino a che punto i gerarchi nazisti hanno aderito liberamente e in piena coscienza alle farneticanti dottrine hitleriane? Sono stati “costretti” all’obbedienza? Qualcuno di loro ha avuto qualche dubbio, qualche ripensamento, un’ombra di pentimento? Queste sono le domande alle quali a suo tempo si è tentato di dare una risposta cercando di coniugare l’inalienabile diritto alla difesa, con la giustizia dovuta a tutte le vittime. Al centro della vicenda c’è il giovane psichiatra dell’esercito americano, Douglas Kelley (Rami Malek), incaricato di valutare lo stato mentale dei principali imputati per stabilire se siano in grado di affrontare un regolare processo. Il suo compito lo porta a confrontarsi con i più spietati personaggi del secolo, tra cui spicca Hermann Göring (Russell Crowe), figura chiave del regime hitleriano. Ciò che inizia come un esame clinico si trasforma rapidamente in un intenso e complesso confronto psicologico tra due uomini agli antipodi. Da un lato il razionale e determinato Kelley, dall’altro il carismatico, lucido e manipolatore Göring. Il loro dialogo, fatto di interrogatori serrati e silenzi carichi di tensione, evolve in un vero e proprio duello che mette in discussione i confini della giustizia, della follia e della responsabilità morale. Assistiamo alla messa in scena della lotta tra il dovere e la coscienza, tra il senso di giustizia e il bisogno di capire come sia potuto accadere l’indicibile. Norimberga si dimostra un film valido, dall’ottima messa in scena e cura formale – belle ed efficaci anche le musiche di Brian Tyler e la fotografia di Dariusz Wolski –, che racconta un passato di cui è importante fare memoria per evitare che possa tornare di agghiacciante attualità.


