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PRIMAVERA

Genere: Musicale. Origine: Italia. Distribuzione: Warner Bros.
Interpreti: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi,
Fabrizia Sacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi.

di Damiano Michieletto
Primavera si svolge nei primi anni del Settecento a Venezia. L’Ospedale della Pietà è uno dei più grandi orfanotrofi della città, ma anche un punto di riferimento per la musica. Le sue orfane più talentuose vengono formate in una delle orchestre più rinomate al mondo. Cecilia (Tecla Insolia) ha vent’anni e trascorre le sue giornate suonando il violino, ha un talento eccezionale ma la sua arte è confinata all’interno dell’orfanotrofio, dove suona solo dietro una grata davanti a ricchi benefattori. La notte, invece, si rifugia in solitudine, scrivendo lettere alla madre mai conosciuta. La sua vita, da sempre imprigionata tra le mura del luogo che la ospita, sembra destinata a rimanere immutata, fino a quando un cambiamento non la scuote. Un nuovo insegnante, Antonio Vivaldi (Michele Riondino), arriva a sconvolgere l’equilibrio dell’orfanotrofio. L’arrivo di Vivaldi le cambia la vita, aprendo nuove porte e nuove possibilità, portando con sé il profumo di una primavera che potrebbe finalmente liberarla…. Adattato dall’opera di Tiziano Scarpa del 008 “Stabat Mater”, un romanzo storico con la stessa premessa, Primavera di Damiano Michieletto permette all’acclamato regista teatrale e operistico italiano di muovere i primi passi nel mondo del cinema. Inizia questo viaggio con un’opera ancora saldamente radicata nella musica, ambientata nella Venezia del primo Settecento. Con una storia ideata da Ludovica Rampoldi e dal regista stesso (i due hanno scritto anche la sceneggiatura), il racconto si interseca con la vita del più famoso compositore barocco di tutti i tempi, Antonio Vivaldi. Presentato in anteprima nella sezione Special Presentations di Toronto, Primavera si annuncia come un film dal carattere semplice nello sviluppo dei personaggi, ma accattivante per la sensibilità estetica del pubblico, grazie soprattutto alla padronanza della forma da parte di Michieletto. Certo, questa è una storia ispirata all’eredità di Vivaldi e non al compositore stesso: giustamente, non sentiamo mai il movimento de “Le quattro stagioni” che dà il titolo al film se non alla fine. Il film intreccia formazione, musica e identità femminile in un racconto che mette in dialogo arte e libertà. Fanno, infatti, da contrappunto alla storia gli angoli e le calli di Venezia, la ricostruzione scenografica dei palazzi e delle modeste case settecentesche, come gli ambienti più poveri del tempo, mettendo in evidenza il contrasto sociale e le convenzioni del tempo che impedivano la libertà di esprimere talento e legittime aspirazioni.

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