
Chiara e Francesco
di Fabrizio Costa 2007

Dati tecnici – Credit e cast
Chiara e Francesco
Miniserie in due puntate, diretta da Fabrizio Costa e prodotta da Lux Vide / Rai Fiction
Titolo: Chiara e Francesco
Regia: Fabrizio Costa, Anno: 2007 , Formato: Miniserie TV (2 puntate,, 201 min totali), Soggetto e sceneggiatura: Francesco Arlanch, Produzione: Lux Vide, Rai Fiction, Rai Trade, Prima visione: Rai 1, 7–8 ottobre 2007, Genere: Biografico, storico, religioso, drammatico, Lingua: Italiano / Inglese.
Fabrizio Costa è nato il 31 maggio 1954. Luogo di nascita: Italia. È conosciuto come regista. È celebre per aver partecipato a Maria, figlia del suo figlio (2000), La bella e la bestia (2014) e Donna detective (2007).
Cast artistico
Interpreti
Ettore Bassi – Francesco, Mary Petruolo – Chiara, Lando Buzzanca – Pietro di Bernardone, Gabriele Cirilli – Illuminato, Ivano Marescotti – Monaldo, Ángela Molina – Pica
Contenuto
La miniserie Chiara e Francesco si inserisce nella lunga tradizione delle rappresentazioni audiovisive del francescanesimo, distinguendosi per la scelta di una narrazione duale che attribuisce pari dignità alle figure di Francesco d’Assisi e Chiara d’Assisi. Rispetto ai modelli precedenti (Zeffirelli, Cavani, Soavi), l’opera di Costa adotta un linguaggio televisivo contemporaneo, orientato alla divulgazione e alla fruibilità, pur mantenendo un impianto narrativo rispettoso delle fonti agiografiche.
Nota metodologica
Il presente capitolo analizza la miniserie Chiara e Francesco (2007), diretta da Fabrizio Costa, come caso di studio nella rappresentazione audiovisiva del francescanesimo nel panorama televisivo italiano contemporaneo. L’opera si distingue per la scelta di una narrazione duale che attribuisce pari dignità alle figure di Francesco d’Assisi e Chiara d’Assisi, superando modelli cinematografici precedenti. L’analisi prende in esame la struttura narrativa, la costruzione dei personaggi, i temi teologici e antropologici, il linguaggio cinematografico e la funzione culturale della fiction religiosa prodotta da Lux Vide. Il capitolo si conclude con una valutazione critica e con una bibliografia essenziale.
La miniserie Chiara e Francesco (2007) costituisce un momento significativo nella storia delle rappresentazioni audiovisive del francescanesimo. A differenza delle opere cinematografiche precedenti, nelle quali Chiara occupava un ruolo marginale o simbolico¹, la produzione di Fabrizio Costa propone una narrazione che riconosce alla santa assisana un ruolo fondativo e autonomo. La scelta di una struttura duale risponde a una sensibilità contemporanea che tende a valorizzare la dimensione relazionale e la complementarità dei carismi, in linea con gli sviluppi della storiografia francescana degli ultimi decenni.
L’ambientazione della miniserie si colloca tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, periodo caratterizzato da profondi mutamenti sociali, economici e religiosi. Assisi rappresenta un microcosmo delle tensioni medievali: conflitti tra nobiltà e borghesia, crescita del ceto mercantile, fermenti pauperistici e necessità di riforma ecclesiale². La serie utilizza questo sfondo per evidenziare la portata innovativa delle scelte di Chiara e Francesco, presentate come risposte radicali alle logiche del potere e del possesso.
La narrazione si sviluppa attraverso un montaggio parallelo che segue in modo speculare le due vocazioni. Tale scelta formale crea un effetto di “specchio narrativo”, in cui le esperienze dei protagonisti si illuminano reciprocamente. La struttura duale costituisce uno degli elementi più originali dell’opera, poiché riconosce a Chiara un ruolo fondativo e non derivato rispetto al carisma francescano³. La progressione narrativa è scandita da episodi chiave della tradizione agiografica: la conversione di Francesco, la fuga di Chiara da casa, la nascita della fraternità, la fondazione delle Clarisse, il presepe di Greccio, l’incontro con il Sultano.
Linguaggio cinematografico
La fotografia luminosa, tipica delle produzioni Lux Vide, contribuisce a creare un’estetica “catechetica”. Il montaggio parallelo rafforza il dialogo tra le due vocazioni. Le musiche di Marco Frisina conferiscono un tono contemplativo. La ricostruzione storica è accurata ma semplificata, funzionale alla fruizione televisiva e alla chiarezza narrativa.
