
Papa Francesco: un uomo di parola
H.C. Italiano-tedesco, di Wim Wenders.
A rischio di scandalizzare i lettori di lunga data di Positif, lo slogan “Schiacciare gli infami” non è più così rilevante ai giorni nostri, quando burattini assetati di sangue governano buona parte del mondo. Tuttavia, non è obbligatorio aderire alla visione agiografica di un papa offerta dal mite Wim Wenders. Nato cattolico e poi protestante, il regista di Il cielo sopra Berlino ha ricevuto questo ritratto del papa dal Vaticano, che include, tra le altre cose, quattro lunghe interviste in cui Francesco parla direttamente alla telecamera. La sua preoccupazione per il futuro del pianeta e per la condizione dei poveri fa del pontefice un uomo in netto contrasto con i predecessori che potrebbero essersi macchiati di debolezza nei confronti del nazismo o del potere del denaro. Ma sembra che Wenders trascuri le forze che hanno plasmato questa straordinaria personalità e il comportamento dirompente che ha adottato nei confronti della gerarchia cattolica. Le inquadrature ricorrenti di folle festanti che lo accolgono in tutto il mondo sono, ahimè, simili a quelle di folle ammirate per papi ben più controversi. Inoltre, le sequenze fittizie in bianco e nero che evocano Francesco d’Assisi fanno rimpiangere il Fioretti di Rossellini. Si sarebbe preferito il ritratto di un uomo arrabbiato con il suo ambiente e il suo tempo a questa rappresentazione rispettosa.
Michel Ciment
