Uccellacci e uccellini
Fraticelli
Se i titoli di testa cantati su un’in-quadrature fissa – una bianca e sperduta “luna di giorno” tra nuvole in corsa – costituiscono uno dei iù begli antemurali nella storia el cinema («Alfredo Bini / presenta / il vecchio Totò / il triste Totò / l’allegro Totò, / nella storia / Uccellacci e uccellini» ecc.). l’episodio francescano del film, il più sperimentale di Pasolini, appare nella sua lirica semplicità, un perfetto esempio di sintesi di modi e culture, dalla cattolica alla marxista, oltreché l’approdo sognato e programmato ai una linea di scrittura che disvela in itinere – come era nel desiderio del suo autore – ulteriori e progressivi frammenti di senso su cui dirottare la fantasia e la riflessione (secondo le forme di un pensiero poetico non estraneo all’autore delle Ceneri di Gramsci). Il saliente dell’ispirazione è la vicenda degli uomini nel tentativo di redimersi: ciò ad opera di un messaggio divino, che si innalza alla visione (poi profondantesi in Salò) di una violenza tra gli umani congenita nella loro natura e tuttavia da scardinare con l’ausilio della parola. L’apologo – calato mimeticamente e manieristicamente in un’alba della storia mediata dai Fioretti (trasposizione geniale del cristianesimo contadino e malinconico del Friuli) – fa perno sul prodigio in sé poetico e comunicativo della coppia Totò-Davoli (frate Ciccillo e frate Ninet-to) e su una magnifica elaborazione lirico-culturale, giostrata in una inventiva che è poieutica prima ancora che formale e tecnica. «Molto frutto spirituale d’anime si può ottenere, predicando agli uccelli», dice ai suoi frati San Francesco. Ed ecco il miracolo di una comunicazione per altre e diverse lingue, che la lingua del cinema esalta e accresce col suo fulgore. Ad onta della visionaria intuizione della fine delle ideologie, sentita con lucido e forte pathos, la tensione di Uccellacci e uccellini (che deve il suo titolo a un passo di Memoriale, il primo romanzo di Volponi) si proietta interminatamente nell’innocenza e nel mistero di una lignee creaturale della nostra cultura, (g.d.s.)