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LOS DOMINGOS

Genere: Drammatico.
Origine: Spagna.
Distribuzione: Movies Inspired.
Interpreti: Bego Arístegui, Miguel

Garcés, Nagore Aranburu, Juan Minujín, Patricia López Arnaiz, Blanca Soroa, Mabel Rivera, Lier Alava,
Noe Chiroque.

di Alauda Ruiz de Azúa
Un film che resta dentro. Ci sono film ai quali non si riesce a smettere di pensare anche ben oltre la fine dei titoli di coda: a volte, perché percepiamo che l’arco narrativo dei personaggi non possa avere una conclusione semplice e definita, cosicché l’eco delle loro esistenze fittizie continua a rimbombarci dentro a lungo. È il caso di Los Domingos (le Domeniche), terzo lungometraggio della regista e sceneggiatrice spagnola Alauda Ruiz de Azúa, che ha vinto la Concha de Oro al 73° Festival di San Sebastián e ben cinque Premi Goya (gli Oscar spagnoli) tra cui Miglior film. La domenica è un giorno di riti che si ripetono. Ci sono i riti religiosi e i riti laici, come le riunioni familiari per pranzare insieme al resto della famiglia. La diciassettenne Ainara (interpretata dalla bravissima Blanca Soroa, attrice non professionista, al suo debutto nel cinema) partecipa a entrambi i riti: è una praticante che, inoltre, durante la settimana frequenta un collegio cattolico, ed è assai benvoluta in famiglia, soprattutto dalla zia Maite (Patricia López Arnaiz), sorella di suo padre. La zia è come una figura materna per la ragazza orfana di madre da tempo. Ma un’altra figura materna si è fatta strada nel suo cuore: la Madre Priora (Nagore Aranburu) di un convento di suore di clausura, che aveva conosciuto come insegnante e che la segue nella sua sempre più crescente vocazione. In definitiva, la storia è tutta qui: un’adolescente dolce e sensibile che vorrebbe diventare suora, rinunciando agli studi universitari, ai divertimenti, alle amicizie, agli amori, non perché si senta rifiutata dal mondo – non è né una ragazza problematica, né sola – ma perché crede che potrebbe essere più felice praticando una vita monastica. È abbastanza matura per prendere una decisione enorme a un’età così giovane? Lei ovviamente pensa di sì, la zia pensa di no, non solo per una questione di maturità ma più banalmente perché è una decisione che, lei che si professa atea, non condivide. La vita della ragazza diventa il campo di una battaglia ideologica all’interno della famiglia, dove ciò che la ragazza avverte diventa quasi irrilevante, quando la pretesa di rispettare le convinzioni altrui getta la maschera per diventare palese intolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente. Tutti della famiglia, in particolare il padre, apparentemente distante, ma aperto verso la scelta della figlia, lasciano che il tempo conceda alla ragazza la scelta giusta. Ma non la zia Maite che non crede nella sua vocazione. “Lei crede in Dio come tu credi nel cambiamento climatico”, le ribatte suo marito in una delle scene del film. Tutti abbiamo delle credenze, anche quell’ateismo recalcitrante fondato su una ferma “non credenza”. Ma come possiamo giudicare dal film “essere” di Dio è ben altra cosa. Alauda Ruiz mette in scena con Los Domingos l’abnegazione di una ragazza che sboccia alla vita e con convinzione e in nome dell’amore divino rinuncia a se stessa. Un film sulle certezze di una spiritualità che appartiene al cuore e non al corpo, un donarsi senza se e senza ma ad un misticismo che scarta ogni desiderio di affermazione e di progresso nel mondo.

* Con una sceneggiatura perfetta, con dialoghi e lunghi silenzi che sostengono l’intrigo di sentimenti e di umori familiari, Los Domingos si delinea un’opera carica di significato sulle aspettative che ognuno ha dalla vita, nel rispetto di ogni scelta, che sia però sempre consapevole nelle rinunce volontarie a piaceri e utilità personali. Il film affronta temi complessi come la fede, la vocazione, i rapporti familiari con una estrema delicatezza e si distingue per uno studio intenso e accurato dei caratteri dei personaggi. Grande merito del film è quello di parlare della scelta contro corrente della protagonista con grande rispetto e realismo, evitando i luoghi comuni e, soprattutto, la regista mostra di conoscere le tematiche di cui parla in modo chiaro e profondo. In un panorama odierno in cui i temi religiosi e spirituali vengono spesso trattati in modo superficiale e distante, questo film rappresenta una vera e propria sorpresa. La regista mostra di parlare di questi argomenti con cognizione di causa e porta lo spettatore all’interno delle dinamiche familiari, facendolo partecipe delle problematiche che si sviluppano. Los Domingos è un film bello, coinvolgente, originale, profondo e coraggioso per le problematiche che affronta.

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