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Visto di Censura

Uccellacci uccellini
di Pier Paolo Pasolini – 1966

Dati tecnici – Credit e cast
Per una scheda completa consultare Wikipedia

Regia Pier Paolo Pasolini ; Soggetto Pier Paolo Pasolini; Sceneggiatura Pier Paolo Pasolini; Genere grottesco; Anno 1966; Durata 85 min; Dati tecnici B/N ; rapporto: 1,85:1; Produttore Alfredo Bini ; Casa di produzione Arco Film ; Distribuzione in italiano C.I.D.I.F.; Fotografia Tonino Delli Colli, Mario Bernardo ; Montaggio Nino Baragli ; Musiche Ennio Morricone ; Scenografia Luigi Scaccianoce, Dante Ferretti.

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Ostia, 2 novembre 1975) è stato poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore, pittore e drammaturgo, considerato uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento. La sua opera attraversa poesia, narrativa, cinema, giornalismo e saggistica, con uno sguardo radicale e spesso controcorrente sulla società italiana. Cresce tra vari spostamenti familiari, ma mantiene un legame profondo con Casarsa della Delizia, terra d’origine della madre.
Esordisce come poeta in friulano con Poesie a Casarsa (1942). Nel dopoguerra si trasferisce a Roma, dove scopre le borgate e inizia la sua stagione narrativa e cinematografica.  Dagli anni ’60 diventa una voce critica e scomoda nel dibattito pubblico italiano. Pasolini viene trovato morto all’Idroscalo di Ostia nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. Il caso, inizialmente attribuito al giovane Giuseppe Pelosi, rimane tuttora avvolto da ombre e ipotesi alternative.

Cast artistico

Interpreti e personaggi

Totò: Totò Innocenti; frate Ciccillo; Ninetto Davoli: Ninetto Innocenti, frate Ninetto: Femi Benussi: Luna; Umberto Bevilacqua: incensurato;Renato Capogna: mascalzone; Alfredo Leggi: mascalzone; Renato Montalbano: Francesco d’Assisi; Flaminia Siciliano: mascalzone; Lena Lin Solaro: Urganda; Giovanni Tarallo; contadino affamato Vittorio Vittori: Ciro Lococo

Contenuto

Totò e suo figlio Ninetto si mettono in cammino, nei dintorni di Roma, per raggiungere una cascina e minacciare lo sfratto a della povera gente che non paga il canone e si ciba di nidi di rondine. Durante il cammino i due parlano di vita e di morte con un corvo parlante, un petulante e saccente ospite autoinvitato, sedi­cente intellettuale marxista vecchia maniera. Il racconto del corvo in­duce padre e figlio a rivestire il saio francescano, divenendo rispetti­vamente Frate Ciccillo e Frate Ninetto, per ripetere agli uccelli la predica di San Francesco. Con una certa fatica e lunghissima prepa­razione spirituale, Fra’ Ciccillo riesce a farsi ascoltare dai falchi e dai passerotti, facendo loro accettare il messaggio di Dio, ma senza però far desistere i rapaci dalle loro sanguinose abitudini. Ripreso il cammino in abiti borghesi, i due s’imbattono nei funerali di Togliatti, in manifestazioni popolari e in una prostituta. Continuano a cammi­nare ed a parlare: finché, sentendo fame, uccidono il corvo per il loro pasto.

Nota metodologica

Uccellacci e uccellini (1966) è una favola filosofica che unisce comicità popolare (Totò e Ninetto), parabola francescana, critica marxista e osservazione delle periferie italiane. Il film è costruito come un viaggio reale e simbolico, dove ogni incontro diventa un’occasione per riflettere sulla società contemporanea.

Alcuni temi possibile oggetto di discussione sono:

  • Il cammino di Totò e Ninetto attraversa: Il viaggio diventa un ritratto dell’Italia del boom economico, sospesa tra tradizione e modernizzazione attraversando periferie, campagne abbandonate mette in evidenza nuove forme di povertà e marginalità.
  • Il corvo parlante che dovrebbe rappresentare l’intellettuale di sinistra del dopoguerra turbato dall’osservare l’incapacità del marxismo tradizionale di incidere sulla realtà. Proprio il corvo introduce la storia dei due frati francescani incaricati di evangelizzare rilevando il fallimento della pacificazione fra ‘falchi’ (classe dominante) e ‘passeri’ (classe subalterna).

Pasolini denuncia la tensione fra spiritualità francescana e materialismo storico sancendo il distacco tra popolo ed ideologia. Il francescanesimo è reinterpretato come linguaggio della pace e della fraternità in un positivo rapporto con gli ultimi e di alternativa alla società dei consumi, ma nel film appare inefficace di fronte ai conflitti sociali moderni.

Segnalazioni Cinematografiche – Periodico settimanale

UCCELLACCI E UCCELLINI  (Am)

Origine: Italia — Genere: Fantasia — Produz.: Alfredo Bini

  • Regia: Pier Paolo Pasolini — Interpr.: Totò, Ninetto Davoli, Femi Benussi, Umberto Bevilacqua, Renato Capogna, Alfredo Leg­gi, Renato Montalbano, Flaminia Siciliano, Giovanni Tarallo, Vit­torio Vittori, Lena Lin Solaro — e Scenegg.: Pier Paolo Pa­solini — Fotogr. (Panoramica): Mario Bernardo, Tonino DelIi Colli
  • Musica: Ennio Morricone — Montaggio: Nino Baragli — Du­rata: 88′ — Distribuì.: CIDIF.

Soggetto. — Totò e suo figlio Ninetto si mettono in cammino, nei dintorni di Roma, per raggiungere una cascina e minacciare lo sfratto a della povera gente che non paga il canone e si ciba di nidi di rondine. Durante il cammino i due parlano di vita e di morte con un corvo parlante, un petulante e saccente ospite autoinvitato, sedi­cente intellettuale marxista vecchia maniera. Il racconto del corvo in­duce padre e figlio a rivestire il saio francescano, divenendo rispetti­vamente Frate Ciccillo e Frate Ninetto, per ripetere agli uccelli la predica di San Francesco. Con una certa fatica e lunghissima prepa­razione spirituale, Fra’ Ciccillo riesce a farsi ascoltare dai falchi e dai passerotti, facendo loro accettare il messaggio di Dio, ma senza però far desistere i rapaci dalle loro sanguinose abitudini. Ripreso il cammino in abiti borghesi, i due s’imbattono nei funerali di Togliatti, in manifestazioni popolari e in una prostituta. Continuano a cammi­nare ed a parlare: finché, sentendo fame, uccidono il corvo per il loro pasto.

Il film imposta una favola filosofica, dibattendo problemi spiri­tuali e sociali di attualità. Nonostante qualche cedimento di ritmo e d’invenzione, la difficile impresa può considerarsi in parte riuscita, soprattutto in alcuni momenti ricchi di poesia.

Giudizio morale. — Alcune nebulose affermazioni del film capaci di indurre ad equivoci, una situazione delicata e la pre­senza di brani di dialogo con indelicate espressioni popolaresche, limitano la visione ad un pubblico maturo psicologicamente e ideologicamente. Per adulti maturi.

Vol. LX/21 – 1966 pediz. in abbon. post – Gruppo II

Frase celebre: «Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.»

Hanno scritto:

Un deposito riguardevole di articoli d’epoca e testimonianze giornalistiche si trova sul sito TOTOTRUFFA2002

Cahiers du cinema (FR) 1995 n. 496 pag. 16
Cineforum (IT)  1995 XXXV n. 346 pag.73
Filmcritica (IT)  2016 LXVI n.664 pag, 147 – 152

 – Articoli critici offerti sa FIC /fed. ital. Cineforum – 

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